Il pomodoro costoluto di Maratea è di grosse dimensioni, la sua forma è tondeggiante e presenta numerose irregolarità. Quando i singoli frutti arrivano a maturazione possono superare un kg di peso. Maturi sono di un bel colore rosso intenso, talvolta con sfumature aranciate o rosate. La polpa è c...
Pompeo Piazza, classe 1919, ha svolto nel corso della propria lunga esistenza l'attività di fornaio. A fianco di questa attività ha svolto l'impegno di amministratore locale dal 1946, per ricoprire poi, per circa trent'anni (1950-1983), la carica di sindaco di Fontanellato, popoloso comune della ...
Il portabottiglie, in silverplate, è formato da un cestello per l'alloggiamento della bottiglia, in lamiera imbutita e forata, da cui parte un manico ad ansa ornato con decorazione fitomorfa in altorilievo. Questo termina con un collare con chiavistello, che avvolge la zona del collo della bottig...
La manifestazione, che si svolge dal 1993, si ricollega all’usanza contadina di “portè disnè”, ovvero di portare il pranzo agli uomini impegnati nei campi e nelle vigne. Intorno a mezzogiorno donne e bambini partivano con le ceste contenenti i viveri da consegnare ai familiari che non avevano il ...
Il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, era segnato da una tradizione burlesca: “un giovane che rappresentava la Quaresima veniva accompagnato dagli amici per le strade del paese con un merluzzo sotto sale e un’acciuga legati ad una corda appesa al collo. Questi venivano, di tanto i...
“A metà Quaresima si mandava qualche bambino, o qualcuno ancora ignaro, dai vicini, a portare una sega (réscia). Il poveretto sentiva rispondere che la sega non era del vicino, che comunque lo ringraziava per avergli ricordato che si era a metà Quaresima” (De Pizzol, 1981, p. 104).
Contadino mentre pota la vite. Una coltivazione molto lunga e complessa era quella della vite. Il lavoro iniziava durante l’inverno affinché, nell’impossibilità di innaffiare manualmente le piante, per l’irrigazione potesse essere utilizzata l’acqua piovana. Dopo aver tracciato i filari, i cont...
Contadino al lavoro durante la potatura della vite. Una coltivazione molto lunga e complessa era quella della vite. Il lavoro iniziava durante l’inverno affinché, nell’impossibilità di innaffiare manualmente le piante, per l’irrigazione potesse essere utilizzata l’acqua piovana. Dopo aver trac...
Contadino al lavoro durante la potatura della vite. Una coltivazione molto lunga e complessa era quella della vite. Il lavoro iniziava durante l’inverno affinché, nell’impossibilità di innaffiare manualmente le piante, per l’irrigazione potesse essere utilizzata l’acqua piovana. Dopo aver trac...
Contadino al lavoro durante la potatura della vite. Una coltivazione molto lunga e complessa era quella della vite. Il lavoro iniziava durante l’inverno affinché, nell’impossibilità di innaffiare manualmente le piante, per l’irrigazione potesse essere utilizzata l’acqua piovana. Dopo aver tracci...
In uno spazio montano coltivato a vigneto, un contadino esegue la potatura secca di una vite. Altri due uomini eliminano i tralci secchi dalla pianta lasciando quelli meno recenti sulla sommità del ceppo. Uno dei due uomini capovolge una mezza bottiglia di plastica colma d'acqua sulla pianta. Una...
brano musicale tratto da: Italia. Le stagioni degli anni '70, CD Ala Bianca BR 128553728 2, 2001
In occasione della festa della Madonna SS. del Monte, che ha inizio all'alba del 14 maggio, dopo la "passata" mattutina per le vie del paese e l'arrivo rituale delle quattro categorie di partecipanti alla chiesa ("casenghi", "bifolchi", "villani", "pescatori"), si svolge un pranzo rituale dietro ...
Il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti, i bambini “andavano a prendere i morti”. Giravano tutte le case del paese con un pentolino e le donne davano loro “un po’ di brodo con i ceci dentro, o i fagioli, ma cotti” (Martinotti, 1984, pp. 56, 67).
Secondo un’usanza diffusa nel Monferrato casalese, il giorno dei morti i bambini andavano in giro per le case con un pendolino a “raccogliere i ‘mort’ e i ‘viv’ ” (Martinotti, 1984, pp. 56); i ‘vivi’ erano i fagioli o i ceci crudi e i ‘morti’ quelli cotti. Durante il tragitto i bambini suonavano ...
Su un tavolo di marmo l'esecutrice mette una montagna di farina di grano duro e semola di circa 1 chilo; la spiana con le mani e la fa a fontana praticando un buco nel centro. Prende poi una pentola di acqua calda salata e ne versa un po' alla volta nel buco al centro, impastando la farina con l'...
L'impasto si ottiene amalgamando gli ingredienti sul tradizionale "tauere" di legno, utilizzando anche un matterello di legno. Gli ingredienti necessari sono: farina di semola di grano duro, sale, un uovo (opzionale) e acqua tiepida. Quando l'impasto forma una massa liscia e omogenea, viene tagli...
La preparazione del "sospiro",caratteristico per la sua forma simile a un seno femminile o a una grande goccia, avviene in più giorni e prevede diverse fasi che riguardano rispettivamente il pan di spagna, la crema pasticcera e il cosiddetto "giulebbe", altrimenti detto "zucchero fondente". Due p...
L'esecutrice prepara la marinatura dei filetti e spiega l'esecuzione della salsa verde per condire i filetti. L'esecutrice versa 60 grammi di sale e 1 litro di aceto in una bacinella; poi pesa i filetti di coregone su una bilancia; li lava e li mette nella bacinella con sale e aceto. L'esecutrice...
L'esecutore mette nell'impastatrice gli ingredienti del composto: farina, uova, zucchero, anice, latte, strutto, lievito, più una composizione "segreta" di liquori. Taglia poi a mano i pezzi di pasta in panetti tutti uguali di peso. I singoli panetti vengono poi passati dal figlio in una macchina...