Pastori al lavoro durante il periodo di tosatura delle pecore. Autosufficiente, il pastore provvedeva a confezionare i capi in pelle del suo vestiario, realizzava e decorava gli oggetti del suo equipaggiamento, costruiva gran parte degli attrezzi necessari al suo lavoro. L’abilità artigianale ...
Adolfo conosce fin dalla tenera età l'asprezza del lavoro: inizia il suo percorso in una piccola boita con ritmi e orari lavorativi molto impegnativi.Tutto cambia quando riesce a entrare in Beloit, grande azienda manifatturiera americana che nel 1957, acquistate le Officine Meccaniche Poccardi, s...
Agostino Baseggio, nato in provincia di Treviso nel 1943, ha svolto dapprima professioni artigiane per poi impegnarsi con la famigli nel settoredella ristorazione. Racconta le sue prime esperienze lavorative in qualità di posatore di pavimenti in legno per conto di una ditta del Veneto, sua regio...
Angela Frustagli e il marito si trasferiscono a Torino attratti dalla possibilità di lavorare in FIAT. Arrivati in Piemonte dal sud Italia sperimentano la difficoltà di trovar casa in una città ancora molto provinciale e chiusa. Dopo qualche anno di lavoro in FIAT il marito si oppone strenuamente...
Intervistata nel 2008, Angela Frustagli, classe 1948, originaria della Calabria, dopo il matrimonio si trasferisce 5 anni a Roma, dove il marito faceva il muratore, ma poi nel 1969 il marito ottiene un impiego presso la Fiat e si trasferiscono quindi a Volvera. Al fine di potersi realizzare ...
Angelo Petrini, classe 1944, racconta i suoi anni d’infanzia e giovinezza tra Borgo San Pietro (Moncalieri) e Torino.I luoghi, i giochi, il paese d’origine, la scuola, la famiglia nell’immediato dopoguerra per arrivare al mondo del lavoro dei primi anni Sessanta e al ‘boom’ economico.
Intervistati nel 2007, Angelo Zerbin, classe 1945 e Ennio Finottello, commerciante, narrano il ciclo produttivo della canna palustre.Angelo Zerbin ci mostra come avviene il taglio delle canne, spiegandoci in quale periodo e' opportuno operare ( da dicembre a marzo) e mostrandoci gli strumenti del...
Anna Lucia Calleri è originaria di Carrù e ha sempre lavorato la terra. La sua famiglia era di origine contadina, ma non tutti i suoi fratelli hanno continuato con questa attività. Sposatasi con Carlo Cavarero, anche lui agricoltore, ha vissuto tutta la sua vita a Bastia di Mondovì. Come in tant...
Annamaria inizia a lavorare in un setificio a Casale per cinque anni. L'azienda inizialmente non aveva neppure un locale ove mangiare, poi pian piano con le lotte sindacali siamo arrivati ad ottenere una mensa. Terminata l'esperienza nel setificio raggiunge il marito alla Eternit, grande azienda ...
Antonina Grigorevna Kobzova, intervistata nel febbraio 2012, casalinga, racconta della Maslenitsa e di come viene celebrata nel piccolo villaggio di Vyezdnoe, nei pressi di Arzamas (Regione di Nižnij Novgorod - Russia). Tutte le informazioni riportate nell'intervista sono state tramandate alla si...
L’immagine è tratta dal catalogo generale n. 12, probabilmente del 1910, di materiale agricolo dell’azienda francese Magnier-Bédu, fabbrica di aratri e di altri attrezzi agricoli molto rinomata. L’aratro oggetto della foto è il Brabantino doppio n. 5B in grado di lavorare il terreno fino alla pro...
Bruno Biava nasce nel 1936 a Traversella, comune situato in Valchiusella, nella provincia di Torino.Nell'intervista ripercorre, attraverso i suoi ricordi, la storia della Valle. Questa, nonostante l'apertura di uno stabilimento Olivetti, non è mai stata abbandonata dai suoi abitanti in quanto era...
Bruno Pesce racconta della sua esperienza presso una piccola azienda orafa di Valenza. Lui era "garsunì" a 14 anni, si adattava a fare commissioni e i lavori più semplici. In prima mattinata faceva il giro degli operai per chiedere che panino volessero per colazione: mortadella o gorgonzola. Ma f...
Per quanto riguarda il Carnevale della tradizione sono numerose le azioni che vengono ricordate: - cantare la Martina: all'interno del paese di fomavano delle comitive che attraveravano le vie bussando di porta in porta e rivolgendo la frase rituale "Cantè Martina". Se i residenti della casa r...
La maschera dell’Orso di Balmuccia è stata ricostruita a partire da una fotografia presente in un volume sui Carnevali della Valsesia, Ceneri di coriandoli. Varallo e le tradizioni del Carnevale in Valsesia di Enzo Barbano (Barbano, 1983, pag. 209). L’originale costume di questo Orso, fatto di ri...
Maschere del paese sono il Tupiné e la Tupinera, nomi che ricordano gli artigiani che fabbricavano le pignatte in terracotta, produzione tipica, specie un tempo, di San Secondo di Pinerolo. Il Carnevale viene festeggiato con la rottura delle pignatte e, a mezzogiorno, la distribuzione di polenta ...
L’incoronazione del Conte e della Contessa di Biandrate (maschere rappresentative del paese), il penultimo sabato di carnevale, apre il periodo di festeggiamenti. Nel corso della settimana i regnanti visitano le scuole e le istituzioni. Il sabato successivo nelle vie del paese si svolge, solita...
Una persona ubriaca veniva cosparsa di miele e fatta rotolare in un mucchio di piume di pollo. Con una catena al collo veniva portato per il paese. Nel dopoguerra gli operai di una fabbrica hanno rappresentato l'orso ad un Carnevale di Torino (Mo, 1994, p. 114).
Questa antica dimora fornisce un esempio di abitazione rurale che nel corso dei secoli ha subito vari riadattamenti strutturali voluti dalle famiglie che la ebbero in proprietà o in uso. Essa è formata da due corpi di fabbrica contigui costruiti in tempi diversi, come fa pensare il diverso livell...
Caterina Boggio, classe 1926, racconta le antiche modalità di coltivazione della Piattella canavesana, un’antica varietà di fagiolo bianco tipica del Canavese, coltivata esclusivamente a Cortereggio (piccolo borgo rurale posto sulle rive dell’Orco). L’intervista è interamente in piemontese.Cateri...