Intervistato nel 2011, Alberto Bersani, presidente della Pro Loco di Macra, rievoca l’origine del mestiere dell’acciugaio. Ci parla della festa di Sant’Anna e del legame tra gli acciugai e la santa: la tradizione ha fatto sì che Sant’Anna diventasse la protettrice degli acciugai; ogni anno, gli a...
In un piccolo locale di Piazza del Sedile a Matera, il signor Vito Giammaria prosegue l’attività di famiglia, iniziata dal nonno Vito che, partito da Valenzano, in provincia di Bari, dopo un periodo trascorso a Castellaneta, si trasferì a Matera e fu il primo arrotino della città. Siamo intorno a...
Nel 1882 Antonio Dragone, mediatore di vini originario di Monopoli, apre il primo ciddaro (cantina tipica materana) nei pressi della Chiesa di Sant’Agostino, nel Sasso Barisano. Suo figlio Michele lo segue nel 1920 aprendone uno nuovo in Via San Biagio, diventato presto punto di ritrovo della soc...
"S.Secondo: questa può dirsi l'ultima festa tradizionale dell'anno, fatta dai giornalieri e operai del paese costituiscono la 'baija del bariun'. Lo svolgimento di questa festa, tanto nella foggia del vestire come per le funzioni religiose è simile a quella di sant'Eligio, differisce solo nel fat...
La storia imprenditoriale della famiglia D’Onofrio inizia nel 1965, quando il nonno Antonio rileva una piccola cantina di corso Metaponto trasformandola in un vero e proprio bar caffetteria. Nel giro di pochi anni il successo del “Bar Pisticci” porta il suo titolare ad individuare una nuova sede ...
Oggetto costituito da doghe di legno non più perfettamente combacianti, unite da quattro cerchi di ferro. La base è ellittica.
Il barile era formato da 13 doghe. Le doghe erano tenute ferme da sei cerchi di ferro chiusi con un chiodo, ma se ne sono conservati solo tre. Una doga presenta al centro una parte più spessa con al centro un buco
Il barile è formato da 14 doghe. Una doga presenta al centro una parte più spessa con un buco. Le doghe dovevano essere tenute ferme da sei cerchi di ferro chiusi con un chiodo, ma se ne sono conservati solo tre
Giovanni Dipalma ci racconta di come Pasolini abbia scelto Barile come luogo perfetto per ambientare il suo “Vangelo secondo Matteo” I festeggiamenti di Sant'Antonio a Barile, comunità arbërëshe della provincia di Potenza molto legata alle tradizioni dei suoi antichi rioni, sono un'occasione p...
Il recipiente in terracotta invetriata, di colore bianco, ha forma cilindrica. Nella parte superiore presenta, al centro, un versatoio e ai lati due manici con motivi ad intreccio. Sulla parte frontale e dorsale campeggia un decoro raffigurante un uccello con un ramo frondoso, posto sopra ad un a...
Recipiente di forma allungata, a sezione elissoidale. E' provvisto di una maniglia incernierata a due occhielli di ferro. La base ha una sporgenza rettangolare per facilitare l'appoggio. Le due pareti elissoidali sono serrate da cerchi metallici e fissate con pece.
Piccola botte, le cui doghe sono serrate da quattro robusti cerchi in ferro, con pareti laterali elissoidali e manico ligneo incernierato alla sommità, in poszione centrale. Imboccatura sporgente decorata con un fiore geometrico a sei petali.
Barilotto colindrico, dotato superiormente di un foro per introdurre il siero e di una spina in basso, per estrarlo una volta inacidito.
Bernardino Peretti, agricoltore nato a Volvera nel 1930, accenna alle motivazioni che hanno portato alla nascita delle case popolari, alla propria azienda agricola e alla famiglia patriarcale in cui ha sempre abitato. Interviene la moglie Margherita Gili, nata a Volvera nel 1933, che ricorda una ...
bariletto formato da due coperchi circolari molto ravvicinati e doghe corte trattenute da due cerchi metallici, foro di carico e spina
Camminata fra vigne e boschi, che si propone da un lato la riscoperta del territorio naturale, dall’altra la degustazione di piatti della cucina tradizionale langarola, accompagnati dai vini locali. Il percorso è suddiviso in dieci tappe, in ciascuna delle quali viene servito un piatto; ogni sost...