La maschera dell’Orso di Balmuccia è stata ricostruita a partire da una fotografia presente in un volume sui Carnevali della Valsesia, Ceneri di coriandoli. Varallo e le tradizioni del Carnevale in Valsesia di Enzo Barbano (Barbano, 1983, pag. 209). L’originale costume di questo Orso, fatto di ri...
Il Carnevale di Santhià è uno dei più antichi del Piemonte, la cui esistenza è attestata già nel Cinquecento. Dal 1895, ogni anno, in corrispondenza del periodo carnevalesco viene composta una canzone, sempre diversa e rigorosamente in dialetto santhiatese, nelle cui parole sono spesso contenuti...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi lungo l'arco di circa un mese fino al mercoledì delle Ceneri, con numerosi appuntamenti. I festeggiamenti si aprono, solitamente di sabato, con l'arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso in piazza Marconi dalla consorte G...
Nella frazione Sant’Antonino l’ultimo sabato di carnevale, nel pomeriggio, dopo la consegna delle chiavi della città, si svolge la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, aperta dal Generale a cavallo e dalla bella Masuchina (machere rappresentative del luogo); segue la distribu...
La festa di Carnevale, che ha origini antiche, si svolge attualmente in piena quaresima. Il venerdì sera avviene la presentazione e investitura delle maschere locali, Lolu e Lola, del Generale, delle damigelle e delle fasolere; la cerimonia è rallegrata dall’esibizione della banda musicale. Sab...
Nei primi di gennaio, con una solenne cerimonia presso il salone consiliare, il sindaco, affiancato dalle autorità comunali, consegna ufficialmente le chiavi del paese alle due maschere, Asianot e Asianota. Durante il periodo carnevalesco le maschere visitano le scuole, e gli anziani. Il sabat...
Le prime notizie sul Carnevale risalgono all’epoca napoleonica, quando nella piazza centrale veniva bruciato un fantoccio, chiamato Babaciu, che rappresentava il feudatario. Successivamente al Babaciu venne affiancata una figura femminile, la Plandrascia, che raffigurava una donna indolente e i...
“Il pomeriggio del martedì grasso Zòrs viene issato sopra un carro e portato in giro per le vie del paese; quando giunge un piazza legge il testamento, il consueto documento carnevalesco con cui si passano in rassegna, per burla, tutti i fattacci e gli scandali del paese. La sera Re Zòrs, il gran...
Nell’attuale Carnevale storico, il giovedì grasso il Conte Tizzone, con il suo seguito (dignitari a cavallo e armigeri), arriva a Crescentino dalla sua proprietà di San Genoario; il sabato viene eletta la Regina Papetta che riceve l’omaggio del Reggente del castello di Verruha Hispaniola; la sera...
Nei festeggiamenti carnevaleschi le maschere rappresentative della città, Biciolan o Bicciolino (caratterizzazione del medio borghese, colto ma semplice e modesto) e la Bela Majin, sono accompagnate dalle maschere rionali e di alcune istituzioni: ‘l Mulinè e la Mulinera (rione Aravecchia), Il Con...
Giuspin, un signorotto, e la Bela Br-laitera, una ragazza portatrice d’acqua (il nome deriva da br-let, piccola botte in legno della capacità di 3-4 litri) sono le maschere rappresentative del paese. “A Carnevale i due sfilano su una carrozza guidata da un palafreniere, ‘l Cavalcant” (Gallo Pecca...
I festeggiamenti iniziano l’ultimo mercoledì di carnevale, con la cerimonia di investitura del Re e della Regina del Fagiolo e del Generale. Il sindaco consegna ai Reali le chiavi del paese, affinché possano governare per tutta la durata del carnevale. Domenica alle ore 11.30 dall’oratorio Mazz...
Il carnevale trinese nasce nel 1951. Le maschere locali del capitano Cecolo Broglia e della bella Castellana giovedì grasso visitano le scuole, la casa di riposo e le istituzioni cittadine, quindi alla sera prendono parte al ballo in maschera. nel secondo giorno dei festeggiamenti ha luogo la tra...
In tipica costruzione a loggiato ligneo, contiene: sale ambientate e contenenti attrezzi ed utensili usati quotidianamente nell'antichità da artigiani, quali il lattoniere, il fabbro, l'arrotino, il pantofolaio, il ciabattino ed il falegname. Ai piani superiori si trova una vasta collezione entom...
In questo Museo, strettamente legato alle tematiche ecomuseali è posta particolare attenzione al rapporto uomo/territorio. È un museo dell'uomo e della "sua" montagna che mette in evidenza i caratteri e i valori fondamentali dell'esperienza materiale dell'uomo nell'ambiente che lo circonda. Viene...
In una domenica mobile di fine ottobre, il Gruppo Alpini di Tricerro, organizza dal 1981 la ormai tradizionale castagnata. In mattinata vengono arrostite le castagne in una piazza del paese e preparato il vin brulé per accompagnarle. I fondi raccolti dalla distribuzione a offerta di questi prod...
A fine ottobre si svolge, sotto la Tettoia comunale, la castagnata, con distribuzione di caldarroste e giochi per i bambini, fra cui quello della pentolaccia.
Chadia Sabbab, classe 1996, è stata intervistata per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Chadia SabbabCibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.Nell'i...
"Il Quem quaeritis, posizionato prima della messa e in diverse varianti, è documentato in Italia nelle seguenti località: Benevento, Bobbio, Ivrea, Mantova, Montecassino, Monza, Nonantola, Novalesa, Piacenza, Ravenna, Vercelli..." (Bernardi, 1991, p. 174). "La Visitatio, nella forma semplice p...