Feste popolari
Processione del Giovedì santo
Nell’Ottocento i confratelli di Santa Croce la sera del Giovedì santo, svolgevano una processione: “un confratello (che doveva rappresentare Gesù) portava, strisciando, una grande croce di legno e accanto a lui, alcuni confratelli con strisce di cuoio, di tanto in tanto scaricavano scudisciate (dovevano rappresentare i giudei). Gli altri confratelli poi, vestiti del saio bianco, col cappuccio calato sul viso, aperto soltanto da due occhiaie, si facevano infilare nelle maniche un bastone flessibile che, passando dietro la schiena, serviva tenere le braccia alzate in forma di croce e legate poi ai piedi con catene. Questa che doveva essere una processione penitenziale, si era cambiata in uno spettacolo folcloristico niente affatto serio e che attirava la curiosità di persone anche dei paesi vicini. Il prevosto teol. Mussino, non soltanto aveva deplorato, ma duramente condannata la cerimonia. I confratelli resistevano sostenendo che era un loro diritto e un loro privilegio. Sembra che verso il 1860, questa forma di processione andasse in disuso” (Vitrotti G., 1970, p. 29).
In occasione della processione del Giovedì Santo fino al 1934 “era continuata l’usanza di portare in processione cestini di vimini con dentro strumenti della Passione in formato ridotto come la croce, la scala, la lancia, i chiodi, ecc. (a portarli erano i ragazzi). Inoltre cinque fanciulle, coi capelli sciolti dietro le spalle (erano chiamate le Maddalene) portavano spiegato un lenzuolo su cui era impressa la santa sindone” (Vitrotti G., 1970, p. 29).