Gli enormi "callari" (o "callare") di rame nei quali vengono cotti i "fagioli del Purgatorio" vengono inizialmente lavati dai "fratelli" addetti al fuoco (detti "fuochisti") con aceto e acqua bollente. Dopo averle lavate, le "callare" vengono portate dai "fuochisti" nella stanza del fuoco, dove v...
Nei locali cucine della Cantina Sociale dove viene allestito il "Pranzo del Purgatorio", il "settore" di "fratelli" adibito alla preparazione del "baccalà lesso" mette a scolare su lunghi tavoli di legno esterni alla cucina i filetti di baccalà lasciati dalla sera precedente in ammollo in grandi ...
I "fuochisti" della "Fratellanza", addetti all'enorme fuoco acceso durante la notte, preparano la brace che servirà per cuocere il "luccio in umido". Prendono dal fuoco la brace con grandi pale di ferro, la caricano su una carriola di ferro e la portano nella cucina dove, su un lungo fornello, vi...
I piatti del "Pranzo del Purgatorio" vengono tramandati, in maniera abbastanza riservata, di generazione in generazione tra i confratelli. Vengono cucinati e preparati in porzioni per 4 persone, che poi sulla tavola si divideranno il contenuto. Il menù è lo stesso da sempre: fagioli in bianco con...
Nella chiesa di Santa Croce dove sono conservati i "ceri di ferragosto" le componenti femminili dei vecchi "signori della festa", il giorno dopo la processione dell'Assunta, si incontrano per "spogliare i ceri" e per consumare ritualmente l'uva benedetta dalla Madonna che è stata portata in proce...
Nella stanza più grande della casa due uomini collocano alcuni tavoli. I tavoli vengono tutti uniti insieme, formando un unica grande tavola lunga circa 3 metri e larga 2. Le donne mettono alcune tovaglie bianche sulla tavola, eliminando con cura le pieghe che eventualmente si formano. Sui lati d...
Sono denominati "lampasciuni" ("lampacioni" o "lamponi") alcuni bulbi commestibili, indicati anche con il nome di "cipollette". Costituiscono la prima portata del pranzo di San Giuseppe, di cui sono uno dei piatti rappresentativi. La preparazione, effettuata alcuni giorni prima del pranzo, preved...
I "pizzi confitti" sono dolci tipici del Salento, altrove denominati "struffoli". La preparazione, frequente per le "tavole di San Giuseppe", prevede un procedimento articolato che inizia alcuni giorni precedenti la cerimonia. Gli ingredienti principali dell'impasto sono farina, uova, zucchero, s...
I "vermicèddhi" per le "tavole di San Giuseppe" sono preparati con un condimento di stoccafisso. Lo stoccafisso deve essere messo a bagno e successivamente cotto con i cipollotti, localmente detti "spunzali". Dopo questa prima cottura i cipollotti vengono tolti e viene aggiunta la passata di pomo...
A Giurdignano vi è la tradizione diffusa di allestire annualmente banchetti rituali denominati "tavole di San Giuseppe". La tradizione è viva e non ha mai subito interruzioni. Le "tavole", allestite sin dalla sera della vigilia della festa (che cade il 19 marzo) e ricolme di cibo, sono la messa i...
Gli attori della Compagnia di San Magno sono: Priore e Priora (marito e moglie), Massaro e Massara (marito e moglie) 2° anno, Massaro e Massara (marito e moglie) 1° anno, Tesoriere (portabandiera) solo marito, il Dedicato, tre giovani donne (charità). La scaletta gerarchica è la seguente: 1° anno...
L’intervista verte sul racconto della nascita e sviluppo della Macelleria Zivieri: avviata dall'ancora minorenne fratello Massimo nel 1987, e poi, dopo la sua tragica morte nel 2009, portata avanti dal padre e da Aldo. Dopo aver raccontato la sua storia, Aldo Zivieri fa una riflessione sul ruolo ...
Alice Bozzi nella cucina dell'Osteria da Doddo prepara la colazione pasquale Ogni anno a Urbania, in provincia di Pesaro-Urbino, in occasione delle festività pasquali ci si ritrova in piazza per giocare a Punta e Cul. AGA in occasione di questa ricorrenza ha raggiunto il paese e con il contribut...
Il gruppo della Badia è così formato: 1) Due componenti della Badia con le alabarde 2) Una donna che porta lo stendardo seguita da altre donne 3) La majorette con lo stendardo della banda musicale 4) La banda musicale 5) Alcuni bambini o ragazzi che portano la bandiera 6) I due Abbà con ai...
"S.Secondo: questa può dirsi l'ultima festa tradizionale dell'anno, fatta dai giornalieri e operai del paese costituiscono la 'baija del bariun'. Lo svolgimento di questa festa, tanto nella foggia del vestire come per le funzioni religiose è simile a quella di sant'Eligio, differisce solo nel fat...
Bilancia a molla circolare a forma di O aperta a doppia portata avente all'estremità superiore due anelli per la sospensione dello strumento e all'estremità inferiore due ganci ad uncino per la pesatura della merce (un anello ed un gancio per ciascuna portata). L’indice a forma di forcella scorre...
La bilancia (di Roberval?) viene impiegata per le pesate per cui non occorre una grande precisione. Essa consiste essenzialmente di un sistema di aste articolate, a sospensione inferiore, contenute in un telaio di legno. I piatti circolari sono appoggiati ciascuno su quattro colonnine di ferro, c...
La bilancia (di Roberval?) viene impiegata per le pesate per cui non occorre una grande precisione. Essa consiste essenzialmente di un sistema di aste articolate, a sospensione inferiore, contenute in una cassetta di legno verniciato di blu. I piatti sono appoggiati ciascuno a quattro colonnine d...
Nel paese l’usanza della bosinata è “stata portata avanti dagli anni ’30, da Biagio Piccarolo (1909-1984), agricoltore, sindacalista della Confcoltivatori, che assieme ad altri giovani del paese la leggeva in piazza” (Castelli, 1999, p. 141).
Derivata da un'antica tradizione pagana legata alla fertilità, il primo maggio si usava piantare il mai, una bella pianta che veniva cercata nei boschi circostanti il paese, tagliata e portata nel cortile di una cascina veniva addobbata con fiori. Tutte le domeniche del mese la gente si riuniva e...