Peppe Barra è uno dei protagonisti del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale napoletana che nei suoi spettacoli contamina sapientemente con i moderni ritmi del Mediterraneo. È interprete magistrale di canzoni, tammurriate, liriche teatrali e poesie. Nasce a Roma il 24 luglio del ...
Intervistato nel 2007, Peppino Sigalini, classe 1932, è stato impiegato e agricoltore. Racconta per i Granai della Memoria i suoi ricordi legati al Po ed al Ticino.Il primo ricordo di Peppino si lega al lavoro di trasporto di merci lungo il fiume, la vita dei trasportatori, e a quello delle lavan...
Serie di nove piatti lisci, con bordo leggermente rilevato.
Pier Maria Negri, insegnante elementare in pensione, nata nel 1945 a Lu racconta le tradizioni del suo paese natale, le feste popolari e aneddoti legati alla sua vita ed al Novecento luese. Ricorda spesso fatti adolescenziali e li racconta appassionatamente usando spesso il tipico dialetto monfe...
Il Pomarico Vivaldi Festival è stato realizzato nei luoghi più suggestivi della cittadina: - il Salone delle Feste del Palazzo Marchesale del 1700; - Piazza Primo Maggio; - Piazza della Liberazione, luogo del Novecento; - Il Convento dei Frati Francescani del 1600; - il Sagrato della Chiesa Madr...
Il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti, i bambini “andavano a prendere i morti”. Giravano tutte le case del paese con un pentolino e le donne davano loro “un po’ di brodo con i ceci dentro, o i fagioli, ma cotti” (Martinotti, 1984, pp. 56, 67).
Su un tagliere di legno cosparso di farina cinque filoncini di pasta precedentemente lavorata vengono uniti e tenuti fermi dalla mano sinistra del pasticciere che, con la destra, impugna un coltello a lama lunga e taglia le favette. A destra della postazione di lavoro sono presenti farina e un se...
All'interno del suo caseificio il casaro raccoglie dalla caldaia di rame la pasta di formaggio, ottenuta dalla cottura della cagliata, all'interno di un telo in modo da separarla dal siero. Raccoglie il telo dai quattro lembi, lo strizza e lo ripone in un paiolo di rame. Aggiunge quindi il sale e...
La vigilia di Natale, dalle ore 21,30, nel centro storico del paese, illuminato solo da torce e fiaccole, viene allestito il presepe, il più rilevante della Langa Astigiana e della Valle Bormida. In anfratti e vecchi androni, vengono ricostruisce scene e mestieri del vecchio mondo contadino, ut...
Negli anni Ottanta del Novecento la sera della vigilia di Natale veniva organizzato il presepe vivente, con figuranti in costume che, alla sola luce delle candele, percorrevano le vie del piccolo paese, raggiungendo la chiesa parrocchiale, dove era allestita la capanna con la mangiatoia, in cui v...
Il presepe vivente, allestito in piazza Statuto la vigilia di Natale, vuole far rivivere la vita quotidiana di una comunità all’epoca della nascita di Gesù: attorno al quadro centrale della Natività, ruotano le riproposizioni di antichi mestieri, quali il falegname, il fabbro impegnato alla forgi...
Nella serata della vigilia di Natale lungo via Fra Dolcino (zona di Prato Nuovo), viene allestita la rappresentazione del Presepe vivente. Dalle ore 21 vengono riproposte, sfruttando cortili e androni della via, scene di vita popolare (la cucina, la cantina, ecc.) e antichi mestieri, tipici della...
Nella frazione Frassinere dal 1871 al 1873 “un voto della durata di tre anni aveva obbligato la comunità a recitare una novena e partecipare a una processione straordinaria fino alla cappella di San Michele Arcangelo in Vinaudo” (Jannon, 2002, p. 134).
La domenica del Corpus Domini, al termine della messa celebrata nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, si svolge per le vie del paese la processione; il corteo è aperto dalla banda musicale, quindi le donne, il sacerdote con l’ostensorio, protetto dal baldacchino, le autorità, i con...
Sino agli anni Cinquanta del Novecento nel concentrico le processioni del Corpus Domini, erano due. La prima si svolgeva nel giorno del Corpus Domini (sino al 1911 festeggiato il giovedì e poi trasferita da papa Pio X alla domenica dopo la domenica dedicata alla SS. Trinità). La seconda processi...
A Fontaneto d'Agogna, fin dal 1600, l'uso delle processioni della Settimana santa era presente: La processione del venerdì santo, dopo quella della domenica delle Palme, attorno all chiesa, "si snodava per le vie del paese con l'urna del Cristo morto. Giovani e bambini portavano i simboli della P...
Nell'Ottocento e Novecento
Si svolgeva annualmente, fino all'inizio del Novecento, il venerdì santo, la processione del Cristo morto (Ugona, 1993). "... a Murazzano, i locali 'battuti bianchi' distribuivano nella settimana santa ai confratelli e agli altri compaesani le 'cornielle', ciambelle di pane in forma di corona ...
I riti della Settimana Santa iniziavano il giovedì sera, con la processione di penitenza dalla chieda parrocchiale alla chiesa della SS. Trinità, con ritorno alla parrocchiale. La processione percorreva sia all’andata che al ritorno la centrale via Roma. Si è svolta presumibilmente sino agli ann...
"A Villafalletto - però soltanto ogni sette anni - i Giudei si raccolgono in grande numero parte a piedi e parte a cavallo, come a Frugarolo..." (Milano, 2001, p. 258). "Villafalletto: ogni sette anni. Giudici a cavallo" (Milano, 2005, p. 220). "Il 12 gennaio 1622 viene eretta a Villafallet...