"A Bellino nel sabato santo accendono un fuoco davanti alla chiesa quindi si cantano le dodici profezie. Significa che si cancella il passato per cominciare una vita migliore oppure il supplizio inflitto da Nabocodonosor ai sudditi che non vollero adorare la sua statua. Ma essi ne uscirono illesi...
Area di produzione Montagna e collina lucana. Materie prime Latte crudo di capre al pascolo. Materiali ed attrezzature per la preparazione Monaco, caldaia in rame, tino, tavolo spersore, ruotolo e piccoli strumenti in legno, fuscelle in giunco. Tecnica di lavorazione e conservazione Il lat...
La carchiola è un pane tradizionale lucano che per molto tempo ha rappresentato la base dell’alimentazione delle famiglie contadine. Si tratta di un prodotto definito “povero” dato che si tratta di un pane non lievitato e a base di mais. La preparazione della carchiola era un compito svolto dalle...
"...canto in coro di saluto e di rimpianto al Carnevale attorno ad un grande fuoco in piazza" (Milano, 2005, p. 79). "... quella (la canzone) del 'Carlevé' si usa cantarla ogni anno nell'ultima sera di carnevale: Verso la mezzanotte si raduna molta folla sulla pubblica piazza, si accende un g...
Due erano i momenti di festa nel periodo carnevalesco. L’ultima domenica di Carnevale si svolgeva la fasulada (fagiolata). I preparativi iniziavano al mattino, con la sistemazione nel piazzale della chiesa dei pentoloni e delle fascine per il fuoco, a cui provvedevano gli uomini. Nel contempo le ...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
L’ultima domenica di carnevale, attorno alle ore 10 inizia la distribuzione dei ‘tortiou’ (frittelle). Un carro, sul quale è installata una cucina per preparare le frittelle, trainato da un trattore percorre le strade del paese. Ad ogni fermata vengono distribuite alle famiglie le frittelle in c...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
A Cascinagrossa in occasione del Carnevale dal 1900 al 1930 circa la bosinata veniva recitata nella piazza del paese da Elia Castellani (‘u Lia’), mascherato, affiancato dall’amico ‘Gabot’ e altre persone in maschera. “Finita la businà, la carovana di maschere si recava a Litta per unirsi ai loc...
La festa di Carnevale, che ha origini antiche, si svolge attualmente in piena quaresima. Il venerdì sera avviene la presentazione e investitura delle maschere locali, Lolu e Lola, del Generale, delle damigelle e delle fasolere; la cerimonia è rallegrata dall’esibizione della banda musicale. Sab...
Il carnevale viene festeggiato la prima domenica di Quaresima. Alle ore 10.30 vengono benedetti i fagioli, quindi il Re e la Regina del Fuoco (maschere rappresentative del paese) con la corte presenziano alla messa. Alle 12.30 presso la sede della pro loco è previsto il pranzoa, a base di fagi...
L’ultima sera di Carnevale si accendeva il falò. “I giovanotti, senza dare nell’occhio, ai recavano in un bosco, chiamato ‘San Sidor’ (S. Isidoro) o ‘d’la panatera’ e rubavano quattro tronchi altissimi. Li conficcavano quindi nel luogo prescelto, in modo da delimitare un quadrato di due metri di...
"Quattro o cinque giovanotti si fanno portare dai ragazzetti tutti quei legni e quella paglia che si può raccogliere per il falò. Quando la catasta è pronta, la adornano con l'edera del lauro, carta colorata, nastri rossi e così via. Poi i ragazzetti vanno in giro suonando dei campanelli, trombe...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
Una ricetta dello chef Lucano Andrea Barone dal volume “Basilicata Food & Wine” dell’Associazione Cuochi Lucani CARRE’ DI AGNELLO DELLE DOLOMITI LUCANE in porchetta, su alzatina di pane di Matera, guazzetto di funghi cardoncelli e riduzione all’Aglianico del Vulture. Ingredienti per quattro pers...
Area di produzione: Moliterno e comuni limitrofi. Materie prime: Latte crudo di capra al pascolo; foglie di "nepeta" Calamintha nepeta Savi. Materiali ed attrezzature per la preparazione: Monaco, caldaia in rame, tino, tavolo spersore, ruotolo e piccoli strumenti in legno, fuscelle in giunco...
Dagli anni Sessanta del Novecento la ricorrenza di Ognissanti viene festeggiata nel paese con una castagnata, in origine organizzata dal Gruppo Alpini, presso l'istituto salesiano, e in seguito dalla Pro Loco. Nel pomeriggio nel cortile della chiesa parrocchiale le castagne vengono arrostite en...
La castagnata, organizzata saltuariamente tra gli anni Ottanta e Novanta e ripresa nel 2009, la prima o la seconda domenica di novembre, è una festa semplice, che rappresenta per la popolazione la possibilità di trascorrere alcune ore all’aperto in allegria, prima del freddo invernale. Nel pome...
La catena è formata da quattro anelli concatenati. I due anelli laterali presentano un estremo piatto e l'altro intagliato a sfinire con un foro incui è inserito l'altro anello. Gli anelli centrali presentano invece entrambi gli estremi intagliati. Gli estremi degli anelli presentano su entrambi ...
La parte superiorem della catena è lunga circa 60 cm e termina con un vistoso uncino per essere agganciata a una caviglia #cjavile# fissata all'interno della cappa. E' ottenuta da una sbarra di ferro a sezione quadrata e ritorta nella parte mediana. Gli anelli circolari, hanno un diametro di circ...