Il “Bagna cauda day” è un evento nato nel 2013 per iniziativa dell’associazione Astigiani, dedicato a uno dei piatti più conosciuti della cucina piemontese. La bagna cauda rappresenta un piatto della memoria collettiva piemontese, conosciuto anche fuori regione e portato nel mondo dagli emigranti...
La festa, nata nel 1983, rappresentava una sorta di carnevale estivo, nel quale erano utilizzati gli stessi carri allegorici di quello invernale, opportunamente adattati e illuminati. Durante la sfilata lungo i viali dell’Allea, i carri erano intervallati da gruppi in costume di ispirazione tro...
Durante il carnevale si svolgeva da tempo immemorabile il ballo degli spadonari (Bal dâ Sabbre), un’antica danza delle popolazioni montane che abitano la fascia alpina che va dalla Provenza al Delfinato sul versante francese e dalle valli cuneesi al Moncenisio sul versante italiano. Le orgini di...
"A Garessio, ballo dell'intreccio del nastro (?!) e incrocio della sciabola. Prima maschera Arlecchino" (Milano, 2005, p. 123) "In Carnevale - ballo dell'intreccio del nastro e incrocio della sciabola. Prima maschera Arlecchino. Ora non si fa più. Si usava pure il 'bacio della padella' (stacca...
Nel giorno di Sant’Orso, oltre a trarre auspici per la futura annata agricola, “bisognava bere e mangiare tutto quello che c’era, bisognava fare l’orso. Ci si coricava per terra, soprattutto bisognava bere molto per fare el bal ‘d l’urs, il ballo dell’orso: uno saltava sulle spalle dell’altro e p...
Nessun documento d'archivio sull'effettuazione della danza. Testi a stampa che traggono la notizia, probabilmente, da quello di Carraroli sulla rivita "Forum". Ecco allora che accennano a Briaglia sia la Canziani (1913), sia la Bernardy (1926) (che parla anche di Fiamenga), sia Pola Falletti (193...
\"... di compagnie di spadonari si ha memoria anche a Chiomonte e Chianoc\" (Barraja in Pola Falletti (1937, p. 236).
"Testimonianze orali ci confermano ... la presenza della danza delle spade nella comunità di Exilles..... La 'performance' rituale di Exilles sembra appartenere al tipo di danza presente a Fenestrelle..." (Borra, Grimaldi, 2001, p. 33). Vedere scheda Fenestrelle
Ritratto di contadine che vendono forme di formaggio. Terza fase del processo della pastorizia, dopo la produzione e la trasformazione del latte, è l'utilizzo. Per questo scopo feste canoniche, feste di paese, sono occasioni per poter esporre su banchetti la propria mercanzia. Cereali e legumi, o...
Ritratto di contadine che vendono forme di formaggio. Terza fase del processo della pastorizia, dopo la produzione e la trasformazione del latte, è l'utilizzo. Per questo scopo feste canoniche, feste di paese, sono occasioni per poter esporre su banchetti la propria mercanzia. Cereali e legumi, o...
Ritratto di contadina che vende forme di formaggio. Terza fase del processo della pastorizia, dopo la produzione e la trasformazione del latte, è l'utilizzo. Per questo scopo feste canoniche, feste di paese, sono occasioni per poter esporre su banchetti la propria mercanzia. Cereali e legumi, oli...
Dal 2002 la sera precedente il Palio degli Asini si svolge, nel Cortile del Collegio, il “Banchetto de vivande de la corte”, una sorta di cena propiziatoria. Il luogo è illuminato con lumi, fiaccole e candele, i servitori sono in costumi dell’epoca, le stoviglie in legno e le tovaglie di iuta....
In occasione della festa di Ognissanti si usa fare un "arsinòn o banchetto funebre che a Chianoc, assume il nome di nozze malinconiche (Barraja)" (Milano, 2005, p. 248)
Il raduno annuale delle bande musicali, in programma dal 1994 all’inizio dell’autunno, è affiancato dalla presenza di circa 300 figuranti di gruppi storici provenienti da tutto il nord Italia, accolti dal Bicciolano e dalla Bèla Majin, le maschere rappresentative di Vercelli. Nella grande parata...
Giovanni Dipalma ci racconta di come Pasolini abbia scelto Barile come luogo perfetto per ambientare il suo “Vangelo secondo Matteo” I festeggiamenti di Sant'Antonio a Barile, comunità arbërëshe della provincia di Potenza molto legata alle tradizioni dei suoi antichi rioni, sono un'occasione p...
Nel paese “c’era la tradizione di delle barricate di Santo Stefano. In occasione di quella festa, nella notte tra Natale e Santo Stefano, i giovani rubavano oggetti dalle case (carri, attrezzi, contenitori) e li ammucchiavano sulla piazza del paese, per divertirsi poi alle spalle dei derubati.” (...
In occasione dei matrimoni, “un’antica simpatica tradizione era quella della barriera (barìëra) che consisteva nello sbarrare il passaggio agli sposi tenendo un nastro o un festone di fiori e piante tenuto da bimbi. Pare che in origine volesse esprimere il dispiacere dei giovani nel veder uscire ...
Beatrice Ottonelli è nata ed abita a Chianale, facendo "il giro dell'anno", dove ha aperto un negozio e si occupa di restauro di mobili e costumi antichi.Proprio del costume tradizionale ci racconta la storia, dall'apertura del Museo del Costume a Chianale, ai costumi recuperati nei bauli della n...
“A 17 anni i giovani dovevano andare nelle colline alla ricerca di arbusti di ginepro, simbolo della forza. Una domenica d’inverno i giovani portavano, ciascuno, un arbusto di ginepro in chiesa per la messa. Nel pomeriggio il ginepro veniva benedetto; poi si teneva un ballo, aperto dai giovani, a...
La mattina del sabato santo avveniva, davanti alla chiesa parrocchiale, il rituale della benedizione dell’acqua. “Nel mezzo della piazza troneggiava una tinozza da bucato piena d’acqua del fontanone. Alle dieci in punto, al suono disteso delle campane annunzianti la Resurrezione di Cristo, il par...