Tessitura regolare su stampo circolare, presente nella raccolta inv.220, con cordoncino fine. L'oggetto è dotato di manici, realizzati a parte ed applicati con aghi alle corde di tessitura.
Tessitura su stampo, presente nella raccolta, tessitura finissima lavorazione con aghi. Lo stampo per realizzare questi manufatti è presente nella raccolta n. inv. 217. L'oggetto è dotato di manici, realizzati a parte ed applicati con aghi alle corde di tessitura.
Tessitura su stampo, presente nella raccolta, tessitura finissima lavorazione con aghi. I manici sono stati realizzati a parte con due corde attorcigliate e poi fissate nella tessitura con degli aghi. Lo stampo per realizzare questi manufatti è presente nella raccolta n. inv. 217.
Tessitura uniforme bicolore con aumento del diametro del cordoncino in maniera proporzionale con l'aumento dell'altezza. Gli spallacci, doppi, sono realizzati lasciando lunghe due corde di orditura e reinfilandole nella trama di fondo.
Tessitura uniforme bicolore con aumento del diametro del cordoncino in maniera proporzionale con l'aumento dell'altezza. Gli spallacci, doppi, sono realizzati lasciando lunghe due corde di orditura e reinfilandole nella trama di fondo.
Bonetta Dell'Oglio è una chef palermitana intervistata dagli studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche durante un viaggio didattico nel maggio 2014. Si avvicina alla cucina muovendosi tra quattro generazioni di donne. Bisnonna, nonna, mamma sino ad arrivare a lei. Come streghe...
Contenitore con base a forma di rettangolo arrotondato con sponde alte, rastremate in altezza, munito di due manici realizzati con fibre attorcigliate su se stesse. L’impiego di un numero vario di fibre nell’intreccio crea tre fasce longitudinali dal gradevole effetto decorativo.
Contenitore con base a forma di rettangolo arrotondato con sponde alte, munito di due manici in cuoio cuciti e fissati con borchie.
Contenitore con base a forma di rettangolo arrotondato con sponde alte, munito di due manici realizzati con fibre attorcigliate su se stesse. L’impiego di un numero vario di fibre nell’intreccio crea tre fasce longitudinali dal gradevole effetto decorativo.
Borsa con pareti realizzate a intreccio e due manici paralleli simmetrici realizzati sui bordi superiori larghi.
Il supporto per la borsa, mancante, è una struttura ellittica in ferro a sezione circolare: in corrispondenza dell'asse maggiore sporgono due sostegni che fungono da perni da una forcella semiellittica fidssata ad un avanzo di asta in legno.
A inizio Novecento in occasione del Carnevale veniva declamata la bosinata. Questa “non era stampata, ma veniva letta (forse da più personaggi mascherati) da un balcone o su un carretto tirato da cavalli. Gli intermezzi musicali erano eseguiti da un fisarmonicista” (Castelli, 1999, p. 167).
La bosinata veniva “recitata in piazza l’ultima domenica di Carnevale da tre persone mascherate su un carro a due ruote, tirato da un cavallo. Tema prevalente la satira alle ragazze del paese” (Castelli, 1999, pp. 141). L’usanza è cessata intorno al 1947-48.
La bosinata pare fosse in uso sino agli anni Sessanta: veniva “composta da un gruppo di amici (giovanotti, con qualcuno più anziano) e si recitava in piazza quando si faveca il ballo di Carnevale. A metà programma l’orchestrina del paese interrompeva le danze e un personaggio solo (dott. Lorenzo ...
Nel paese la tradizione della bosinata durante il Carnevale è recente: infatti “la introdusse nel 1962 l’agricoltore cattolico Tomaso Scarpone, su imitazione di quella di Mirabello, e durò sino al 1975 . Veniva recitata dallo stesso autore la sera del martedì di Carnevale nel salone parrocchiale...
A Casalbagliano “si presume che, come negli altri sobborghi alessandrini, le bosinate siano presenti sin dall’Ottocento” (Castelli, 1999, p. 120). A inizio Novecento la bosinata veniva recitata negli ultimi giorni di Carnevale su un carro: tra i temi toccati il preferito era “la critica all’oper...
Probabilmente già presente nell’Ottocento, la bosinata a inizio Novecento “veniva recitata da una squadra di giovani mascherati su di un carro a quattro ruote. La leggeva solitamente uno solo, col volto pitturato, poi la comitiva si spostava nei paesi vicini, dove veniva replicata. Pare che spess...
Nel sobborgo alessandrino di Valle San Bartolomeo l’usanza della bosinata era ancora viva nei primi anni del Novecento e veniva declamata in pubblico l’ ultima domenica di Carnevale. Attorno al 1910 la ‘businà’ veniva recitata in piazza da un certo Libori Amelettto, su un carro a molle tirato da ...