Nella frazione Piana a Carnevale “nella sfilata per le vie del paese, Monsù e Madama Pela Cordin si fanno accompagnare dalle Bele Frolere (fragolaie) e dia Paisanòt, contadinelli, coltivatori di fagole, tipico prodotto locale. E il martedì grasso si godono, tutti insieme, lo spettacolo del grande...
Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
“La sera del sabato di Carnevale la Quaia e ‘l Pescarin compaiono su un balcone (sempre lo stesso), scortati da personaggi che ricalcano quelli della vicina Ivrea: il Gran Giambellano, le Vivandiere, gli Ufficiali di Stato Maggiore. Com’è tradizione, il sindaco apre le manifestazioni con un disco...
Napoleone e Catlinin, una popolana, sono i due personaggi rappresentativi del paese nei festeggiamenti carnevaleschi: “dopo essere stati presentati alla popolazione dal balcone del municipio, sfilano per le vie del paese accompagnati da guardie, contadini e contadine e presenziano alla distribuzi...
Nella frazione Rodallo a Carnevale preparavano “’L Birichin”, un sorta di “editto, un documento birbante, scritto in dialetto rodellese, che ironizzava sulle debolezze e sulle scappatelle dei paesani, le amicizie dei giovani, gli amori degli adulti, le passioncelle e le grandi passioni. Il docume...
Personaggi caratteristici del Carnevale, di stampo napoleonico, sono la Bela Rapuleia, la Castellana, il Generale, lo Stato Maggiore. “In più viene fatta una grandiosa gara di scacco al re, cui partecipano squadre di dame e cavalieri in costumi piemontesi, spagnoli, austriaci e francesi del 1600,...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, nel primo pomeriggio, con la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che da San Sebastiano raggiungono la piazza della chiesa. Seguono alle ore 16 la fagiolata e, a conclusione della festa, il falò in cui viene bruciato Pery Carvé (padre Carnevale).
“I Brigu (quelli della brigata) sono gli affiliati alla Badia […]. I Brigu combinano scherzi d’ogni genere, allestiscono giochi e raccolgono fondi per una gran mangiata” (Gallo Pecca, 1987, p. 406).
Maschere caratteristiche del paese sono ‘l Tumé e la Tumera, che richiama le tome, tipico prodotto locale. “Il martedì grasso, in piazza, si fa una grande polenta che viene distribuita insieme con salciccia e vino” (Gallo Pecca, 1987, p. 429).
Personaggi del Carnevale sono la Castellana, che ricorda i conti Biandrate, e il Generale, che “riproduce il personaggio napoleonico, creato per coordinare e dirigere il Carnevale dei vari rione, funzione esercita un tempo dalle abbadie. […] Nell’attuale Carnevale rappresentano i quattro cantoni...
“Il re del Carnevale era Gipin, la maschera caratteristica del Monferrato. Al termine della festa Gipin era sostituito da un fantoccio pieno di paglia, che veniva bruciato sulla piazza per purificare la comunità dai mali commessi nel corso dell’anno” (Gallo Pecca, 1987, p. 431).
Nella frazione San Giovanni a Carnevale “una volta, si svolgeva anche la storica giostra del tacchino, nella quale erano contrapposti i Cüreur e i Gelus, due per parte. I Cüreur (dal nome francesce ‘avant-coureur’ = chi precede) rappresentavano i nobili, i Gelus i poveri: i primi gareggiavano con...
“A Valdendo di San Salvatore un tempo si bruciava la vecchia, con un rituale che ricordava le antiche cerimonie di espulsione del vecchio, dell’inutile, del male, per un felice inizio del nuovo anno agricolo” (Gallo Pecca, 1987, p. 439).
Nella frazione Sant’Anna Boschi a Carnevale le due maschere tipiche del luogo, la Buscarina e ‘l Buscarin, “sfilano per le vie del paese e partecipano alla fagiolata” (Gallo Pecca, 1987, p. 441).
Nella frazione Sant’Antonio, a Carnevale “viene consumata una grande fagiolata comunitaria” (Gallo Pecca, 1987, p. 442). Maschere del luogo sono la Bela Campagnin-a e ‘l Campagnin.
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
“Il Carnevale di Caravino si muove sulla falsariga di quello di Ivrea. I caravinesi danno l’assalto al Castellazzo, dove piantano lo scarlo: destinatario delle loro ire non è il Marchese del Monferrato, ma il famoso capitano di ventura Facino Cane, che, agendo un po’ per proprio conto e un po’ gu...
In occasione del Carnevale si svolge, una sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, con partenza attorno alle ore 14 da piazza San Maurizio e arrivo in piazza Jougne, transitando per strada antica di Francia, via dei Comune, corso Vandel, via Rocciamelone. Alla sfilata partecipano ...
La prima domenica di Quaresima si svolge nel paese la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, con partenza attorno alle ore 13.30 da paizza Martiri. Al termine vengono distribuiti polenta con salciccia e bugie.
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...