“Mariet e Zuclon, due innamorati, sono i personaggi del Carnevale carpignanese. Arrivano col treno in città e sono uniti in matrimonio sulla pubblica piazza. Per festeggiare l’evento viene distribuito un profumato ‘minestron’. In seguito, in espiazione e purificazione dei peccati che commetterann...
La sera del martedì grasso sul rogo si brucia un fantoccio che rievoca il Britto, “un capitano spagnolo che nel 1600, con le sue truppe, aveva occupato Casorzo e incendiato il campanile della chiesa, dove si erano rifugiati gli abitanti” (Gallo Pecca, 1987, p. 143).
Il paese “nelle feste carnevalesche ricorda un momento glorioso della storia piemontese: i quaranta giorni di strenua resistenza che nel 1705 (tra il 20 giugno a il 30 luglio), al tempo del Re Sole e della guerra di successione spagnola, le popolazioni di Chivasso, di Castagneto e di Verrua oppo...
‘L Vej e la Veja (il vecchio e la vecchia) sono le maschere tipiche del paese: “portano in un paniere della polenta, che distribuiscono direttamente con le mani. Al termine del Carnevale viene acceso un bel falò” (Gallo Pecca, 1987, p. 168).
“La sera del martedì grasso, dopo la festa, Re Carnevale viene messo al rogo, auspicio per un felice inizio del nuovo ciclo vegetativo” (Gallo Pecca, 1987, p. 170).
“Re Gatun è un grande pupazzo di carta, il cui volto riproduce le sembianze di un personaggio importante del paese (diverso ogni anno), attorniato da una schiera di micini miagolanti. Alla sera, in un grande falò, Re Gatun brucia per espiare le colpe di tutta la comunità” (Gallo Pecca, 1987, p. 1...
“I Cisternesi a Carnevale ricordano, con una festa notturna, il primo Principe della Cisterna, Giacomo. Il Principe e la Principessa, scortati da dame e paggetti, scendono dal maniero medievale per dare la loro autorizzazione ai festeggiamenti. I nobili fraternizzano con i loro sudditi: tutti ins...
In frazione Colombaro “il martedì grasso viene distribuita la ‘busecca’ (trippa con fagioli, cavolo, patate, grasso del prosciutto, prezzemolo)” (Gallo Pecca, 1987, p. 195). Maschere rappresentative del luogo sono Colombòt e Colombin-a, create dalla Società operaia di Colombaro.
Nell’attuale Carnevale storico, il giovedì grasso il Conte Tizzone, con il suo seguito (dignitari a cavallo e armigeri), arriva a Crescentino dalla sua proprietà di San Genoario; il sabato viene eletta la Regina Papetta che riceve l’omaggio del Reggente del castello di Verruha Hispaniola; la sera...
Nella frazione Crotte i personaggi carnevaleschi sono la Contessa del Ghiaro e il Conte di Ruscaglia, che derivano i loro nomi da due località della frazione. “Nella sfilata sono accompagnati da due damigelle e due paggetti. La domenica viene consumato il pranzo comunitario a base di fagioli, com...
L’ultima sera di Carnevale si accendeva il falò. “I giovanotti, senza dare nell’occhio, ai recavano in un bosco, chiamato ‘San Sidor’ (S. Isidoro) o ‘d’la panatera’ e rubavano quattro tronchi altissimi. Li conficcavano quindi nel luogo prescelto, in modo da delimitare un quadrato di due metri di...
“Il martedì grasso si prepata la ‘tofeja’, caratteristica pignatta di terracotta, con i rustici e robusti ‘fasòj grass’, di sapore antico. […] A tarda sera avviene l’abbruciamento di Re Ranocchio” (Gallo Pecca, 1987, p. 221). Le attuali maschere sono ‘l Raner e la Ranera, la cui origine è dovut...
Il paese “già nel 1560 aveva una sua Badia, i cui componenti legavano con una catena di salciccia chi era sorpreso a lavorare negli ultimi giorni di Carnevale. Un tempo la Badia festeggiava’l Gat Ross, personificazione di un curioso fatto avvenuto nel 1200. Ai giorni nostri Farigliano, a Carneval...
“A Carnevale il Conte e la Contessa sfilano per le vie di Fiano, accompagnati da due damigelle. La sera del martedì grasso si brinda con vin brulé” (Gallo Pecca, 1987, p. 226).
Le maschere della frazione Filia sono ‘l Pejlòt e la Pejlòta, che prendono nome dai tegamini in terracotta usati in particolare per la bagna caoda, che un tempo venivano cotti nei forni del luogo. “I due personaggi, in abiti settecenteschi e con grandi parrucche bianche, partecipano alla sfilat...
Le maschere rappresentative del paese sono ‘l Cont ëd Muntarel e la Contessa ëd Pòrtabarì, che prendono nome da de località della frazione Villa, note rispettivamente per la vocazione viticola e la presenza di una fonte d’acqua. “Il Carnevale, iniziato negli anni 20, fu sospeso per la guerra e ...
Nella frazione Laux un tempo durante il Carnevale “si portava in giro per le vie del paese un pupazzo che rappresentava la fata Marion, discesa dal monte Verné, la montagna che sovrasta il paese, per portarvi la felicità. Al termine del Carnevale, Marion veniva bruciata come in un antico rito di ...
Levone festeggia la zucca, simbolo del sole e quindi della fecondità. I regali personaggi, ‘l Re dij Cuset e la Regina, accompagnati dal seguito d’onore e dalle damigelle, si recano in municipio e ricevono dal sindaco le chiavi della città. La sera del martedì grasso si brucia la Masca d’la Ciast...
I personaggi carnevaleschi sono gli stessi della vicina Ivrea: la Vezzosa Mugnaia, il Generale, lo Stato Maggiore, il Gran Cancelliere, le Vivandiere, i Paggi. “Nel giorno delle Ceneri, ‘al mercul scurel’, avviene la distribuzione di ‘frità rognosa e salam’ […]. Per provvedere il necessario pe...
Personaggi del Carnevale sono la contessa Emilia Gromis Sambuy e il cavaliere Gualberto Gromis, due benefattori che donarono una loro proprietà per costruire l’asilo e la scuola elementare. “Oggi le maschere ricevono le chiavi della città, aprono il Carnevale e partecipano alla fagiolata” (Gall...