Intervistato nel 2012, Don Mario Maculan, classe 1924, è parroco di Pollone. L'intervistato rievoca ricordi vissuti a Quaregna e Pollone, comunità in cui ha avuto modo di dar vita a diversi progetti come la realizzazione del campo sportivo e il restauro delle caratteristiche chiese di Pollone. Ri...
Intervistato nel 2012, Enzo Clerico, classe 1947, è membro della Confraternita SS. Trinità e S. Croce di Graglia. L'ntervista ripercorre la storia e le attività della Confraternita, nata come associazione di mutuo soccorso per aiutare i Confratelli più bisognosi e per seppellire ed accompagnare ...
Intervistato nel 2012, Enzo Clerico, classe 1947, racconta la storia del castello di Graglia e le leggende legate ad esso. La vecchia torre, ubicata nella Piazza Astrua e adibita fino al 1867 a campanile della vicina Confraternita, è tutto ciò che resta dell’antico castello di Graglia, distrutto ...
Nella frazione Caraceto in occasione del Carnevale viene organizzata la tradizionale fagiolata. Dal mattino i volontari iniziano la cottura sui fuochi a legna, in una dozzina di grossi paioli in rame, dei fagioli e delle salamelle. Verso mezzogiorno, la gente arriva con pentole e contenitori va...
Nel paese “prima della messa di mezzanotte si faceva l’ ‘abbondanza’: una pianta di ontano con i rami tagliati, piena di fascine e felci secche sormontate dalla solita pianta di ginepro, veniva bruciata in piazza” (Scarzella, Scarzella, 1983, p. 60). Il fuoco durava da due a tre ore e contemporan...
"... va segnalato il 'falò dell'abbondanza' che ogni anno viene acceso nella notte della vigilia di Natale ìin frazione Rongio a Masserano. Con i suoi quasi venti metri di altezza, con un tronco centrale di ontano e con rivestimento di fasci di felci e fascine, la pira, una volta accesa, permette...
Il giorno dell’Epifania “nel pomeriggio in aperta campagna, viene allestito un falò, acceso dalla persona più anziana che partecipa alla festa. La catasta ha un diametro di circa 5 metri ed è composta di legna, fascine, felci, ramaglie e rovi, raccolti durante il mese di dicembre dal gruppo di Me...
La sera dell’ultimo giorno dell’anno “sulla piazza della chiesa e sulle colline circostanti accendevano delle meie di stoppie, felci, sormontate da cespugli di ginepro […] attorno a cui i ragazzi giravano cantando” (Scarzella, Scarzella, 1983, p. 68).
La “vigilia di Natale si bruciava davanti alla chiesa un falò di rami di ginepro ‘per profumare il Bambino’ ” (Scarzella, Scarzella, 1983, p. 60).
La vigilia di Natale il falò, chiamato ‘aricò’, “lo facevano in tutte le frazioni e sempre in un posto fisso dove era stato fatto in precedenza con la barramina od uno scalpello un foro in una roccia per infilarvi la base dell’albero. L’astuzia consisteva nel fare in modo che la legna bruciasse p...