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Fonte: Granai della Memoria / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Archivi storici
Archivio:
Saperi del biellese
Autori:
Eleonora Agnolazza, Luca Ghiardo, Luca Ghiardo, Marta Nicolo, Battista Saiu

Enzo Clerico

Intervistato nel 2012, Enzo Clerico, classe 1947, racconta la storia del castello di Graglia e le leggende legate ad esso. La vecchia torre, ubicata nella Piazza Astrua e adibita fino al 1867 a campanile della vicina Confraternita, è tutto ciò che resta dell’antico castello di Graglia, distrutto intorno al 1527 dal Conte Filippo Tornielli di Briona.  Nel breve documento filmico Enzo Clerico racconta la leggenda della roggia 'dei Saraceni' e spiega quanto sia stata preziosa l'acqua per Graglia e non solo, dal passato fin ad oggi: l'acqua è il tesoro più prezioso di Graglia per la sua purezza, le sue qualità e la grande abbondanza. Alla storia dell'acqua è legata l'evoluzione e lo sviluppo del paese stesso. L'opera più antica, avvolta dalla leggenda, è la canalizzazione di parte del torrente Janca che è andata a formare la roggia detta "dei Saraceni", la quale fino agli anni '50 scorreva limpida a cielo aperto, lungo la strada che da Bagneri scende a valle, ora invece è tutta intubata.Questa roggia è servita e serve per l'irrigazione e la formazione in ogni cantone dei lavatoi.  Enzo Clerico, inoltre, ricorda il mestiere del selciatori (i ciulin) che lasciavano le valli per spingersi anche oltre i confini nazionali e, il loro 'dialetto'. Infine, il testimone dedica la parte conclusiva dell'intervista alle credenze e alle tradizioni popolari legate a Graglia: il ballo del sabba, la festa di S.Giulio e la festa di Campra con la messa dell'alba.   

Graglia (BI), IT
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