Nella frazione Mondonio il Carnevale non rappresenta una festa radicata nella tradizione locale. Sino agli anni Settanta, consisteva in una manifestazione semplice, con l’intervento di un fisarmonicista, qualche persona in maschera, talora un carro allegorico realizzato dagli abitanti del posto...
Nel primo fine settimana di Quaresima nel paese viene festeggiato il Carnevale. Sabato alle ore 18.30 nel palazzo municipale vengono presentati il Governatore e la Dama Bianca. Seguono la cena e il ballo in maschera. Domenica nel pomeriggio per le vie del paese si svolge la sfilata di carri alle...
Durante il tempo di Carnevale “Tutti i giovani andavano a raccogliere rovi e fascine e ogni borgata aveva un posto, un po’ di fuori dell’abitato, per accendere i falò (‘fansèleus’). C’era una sorta di gara per il falò più grande e quello più lungo. I bambini ancora oggi girano di casa in casa mas...
L’ultimo sabato di Carnevale nelle vie del paese si svolge una festa con spettacoli di giocoleria e mangiafuoco, il mercatino dell’artigianato, momenti di animazione e giochi per i bambini. Alla sera, durante un concerto musicale, vengono distribuiti vin brulé e bugie. Segue una fiaccolata in ma...
Le origini del Carnevale saluzzese risalgono alla fine degli anni Venti del Novecento. I festeggiamenti si aprono la penultima domenica prima delle Ceneri. Nel pomeriggio la Castellana (maschera locale istituita nel 1952) e Ciaferlin, considerato il figlio di Giandouja, si ritrovano presso il Pa...
I festeggiamenti iniziano il penultimo sabato di Carnevale. Alle ore 21 in piazza Vittorio Veneto avviene la cerimonia di consegna delle chiavi della città alle maschere Manghin e Manghino. Segue la sfilata di carri allegorici illuminati e di gruppi mascherati a piedi. L’ultima domenica di Carne...
Le manifestazioni carnevalesche, nell’attuale formulazione, hanno origine nel 1983. Le maschere locali sono inizialmente la Dama e il Generale dei Fasoj, che nel 1996, per conferire una connotazione storica al Carnevale, vengono sostituite dal Conte Carlo Salier de la Tour e dalla Contessa Marta ...
Il Carnevale già tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo veniva festeggiato con la sfilata di carri allegorici. Lungo tutto il Novecento, salvo brevi interruzioni dovute a vicende belliche e crisi economiche, i festeggiamenti carnevaleschi hanno sempre avuto grande rilevanza. Nel 1952, venn...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
In occasione del Carnevale un tempo veniva preparato il “carro allegorico sul quale si sistemava una stufa a legna dove si cuocevano i fagioli con le cotiche e alla sera si ritrovavano tutti nel salono per il gran veglione” (Chiesa, Perdomo, 2007, p. 207). Oggi il Carnevale viene festeggiato una...
La prima fase del Carnevale è il tradizionale rituale della “ciapeta”: il sabato e la domenica precedenti la festa le maschere locali, don Picula e Sora Pinota, girano per il paese ad annunciare il Carnevale. L’ultima domenica di Carnevale al pomeriggio si svolge per le vie del paese la sfilata...
Maschere tipiche del Carnevale della frazione Laietto sono le Barburie, che prevedono per i figurati (suddivisi nei gruppi dei belli e dei brutti), rigorosamente di sesso maschile, l’anonimato, garantito dall’utilizzo di maschere che celano il viso. Il Carnevale si sviluppa in un corteo lungo l...
Durante il Carnevale “I giovani con la coccarda sul cappello, accompagnati dalla musica di un organetto,andavano a ballare nelle aie. Il Giovedì grasso interravano nella piazza del paese un gallo; poi bendati, con una falce cercavano di tagliare la testa fuori terra del povero gallo” (Ramella, 19...
Un uomo vestito da orso veniva condotto in catene e gli davano delle ossa da rosicchiare (Boschieri, Meacci, 1995).
Ancora negli anni Venti per Carnevale c'era una persona che si vestiva di pelli e faceva l'orso (Inf.: Luciano Cordero).
Una persona ubriaca veniva cosparsa di miele e fatta rotolare in un mucchio di piume di pollo. Con una catena al collo veniva portato per il paese. Nel dopoguerra gli operai di una fabbrica hanno rappresentato l'orso ad un Carnevale di Torino (Mo, 1994, p. 114).
"L'animale carnevalesco aveva un muso da orso e indossava una pelliccia. Andava per le case e la gente gli dava da bere" (Scabini, 1994, p. 7). "Erano vestiti con foglie di meligacci, sacchi di iuta e sporchi di nero fumo in volto" (Scabini, 1994, p. 6).
Per Carnevale usciva un uomo vestito da orso che danzava (Boschieri, Meacci, 1995). Durante il Carnevale viene anche riproposto, inconsicamente, un antico rituale propiziatorio del nuovo anno: “un Pagliaccio è condotto per le vie del paese, seguito dal Neonato, suo figlioletto, che è trastullato...
A Demonte l’orso è apparso ancora negli anni Cinquanta. La pratica cerimoniale era simile a quella di Valdieri così come era uguale la vestizione: “L’individuo prescelto si trasformava in Orso grazie ad un lunghissimo legaccio (n’ elyàm) di paglia ritorta, come quello che si usava per annodare i...