Questo sito utilizza cookie tecnici per il tracciamento anonimo degli accessi. Utilizzando i servizi di questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni
Torna alla ricerca

Fonte: Granai della Memoria / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Archivi storici
Archivio:
Rivalta di Torino
Autori:
Carlo Cassinis, Massimo Chiappone

Safete Halili e Rifat Redjepi

Safete Halili (classe 1973) e suo marito Rifat Redjepi (classe 1965) raccontano di quando, dopo aver vissuto un anno in Kossovo con la guerra davanti alla “finestra di casa”,  fuggono in barca per arrivare a Trieste. Safete al momento della fuga da casa è incinta e con  due bambine delle quali la più piccola di 4 mesi.Era il 1999, 14 anni fa. Per Safete è la prima volta che vede il mare. Quindi l’arrivo nell’alloggio a loro assegnata presso la Comunità del Filo d’Erba (del Gruppo Abele) in Rivalta di Torino. Safete racconta dell’accoglienza, del parto, del cibo, delle diverse usanze, dell’ottenimento dei documenti per asilo politico.Dopo 6 anni il primo ritorno estivo in Kossovo a guerra terminata. Rifat racconta i suoi ricordi e i lavori fatti, prima in Kossovo e poi a Rivalta. Sono in attesa della cittadinanza italiana, hanno partecipato all’iniziativa cittadina a favore dello "ius soli". Dopo 14 anni al Filo d’Erba, finalmente, l’assegnazione di un alloggio a Rivalta e il trasloco dal Filo d’Erba: emotivamente “quasi” un nuovo viaggio.  Nell’intervista si confrontano due sensibilità diverse, quella di Safete e Rifat, condividendo una vita e storie difficili e dolorose ma sempre con positività e coraggio per il futuro dei loro figli, futuro che non può che essere immaginato in Italia.   

Rivalta di Torino (TO), IT
Geolocalizzazione: