Feste popolari
La vigna
Nella frazione Baio Dora durante il Carnevale all’inizio del Novecento si svolgeva una rappresentazione, i cui personaggi erano la Bela (la Bella), ‘l Galant a caval (l’innamorato a cavallo) e ij Sapadur (zappatori).
“Su un palco decorato con frasche e fiori, sulla piazza del paese, veniva ricostruita una vigna. Qui ij Sapadur, vestiti in modo goffo, facevano ridere il pubblico.
Ad un certo punto vi giungeva la Bela, bella ragazza del paese, che chiedeva di essere nascosta, poiché temeva di essere rapita. Ij Sapadur nascondevano la Bela e poi cantavano un motivo; la ragazza, nascosta sotto un albero, vicino ad una rosa fiorita, restava addormentata.
Giungeva poi a cavallo ‘l Galant e chiedeva ai contadini dove avrebbe potuto trovare la Bela.
Rispondeva un Sapadur: ‘mi sun si për travajé / sun nèn për far la spia!’ (sono qui per lavorare /non sono qui per fare la spia).
Il Cavaliere insisteva, promettendo ricchezze al Sadadur; questi poi cedeva ed indicava il luogo ove la ragazza era nascosta, Pregava però di svegliare dolcemente la ragazza, per non impaurirla.
La ragazza, svegliata dal Galant, malediceva i Sapadur che l’avevano tradita, ma il Cavaliere interveniva dicendo ‘Vui tradia saréi pa /sarei la spusa mia / regina dël castel / padrona d’la Lunbardia’ (voi non sarete tradita / sarete la mia sposa / regina del castello / padrona della Lombardia). La rappresentazione terminava poi tra balli e canti” (Ramella, 1996, p. 475).