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Storie di vita
Giovanni Tosetto
Giovanni Tosetto nato il 22 gennaio del 1933 a Viatosto (frazione di Asti), ha dedicato tutta la sua vita al vino. Dopo le scuole elementari, ha lasciato per tre anni la sua terra e la sua famiglia per frequentare una scuola di avviamento professionale ad Asti. Subito dopo è tornato a casa e da quel momento non l'ha più lasciata. Ci racconta il suo legame con la terra, i sacrifici, le soddisfazioni e le sconfitte che ha dovuto affrontare. Giovanni ricorda come le vigne a Viatosto ci fossero da sempre, e come precedentemente fossero della famiglia Beglia. Negli anni Trenta i possedimenti della famiglia vennero suddivisi tra i fratelli ed uno di questi, vendette a suo nonno una parte di terreno. I suoi genitori possedevano oltre le vigne, ereditate dal nonno, anche un negozio di alimentari e un forno nel quale lui stesso da giovane lavorava, alternando il lavoro in vigna. Ci racconta come tutte le conoscenze che ha acquisito gli furono tramandate dal padre e dal nonno, e come quest'ultimo gli insegnò a potare con accuratezza. Un tempo per quanto riguarda i trattamenti non si regolavano con strumenti particolari, ciò che gli bastava era osservare le variazioni del clima; se la notte era molto fredda il rischio di malattia era limitato, viceversa se invece le temperature si alzavano. Per la vendemmia gli bastava invece assaggiare e toccare l'acino d'uva. Vendeva vino ai negozianti che una volta facevano visita ai produttori, Giovanni non vendeva sfuso, ma in grandi quantità e alcune volte vendette anche solo le uve senza dover quindi vinificare. La vendemmia era decisamente più tardiva rispetto ai giorni nostri; infatti si vendemmiava intorno al 10 di ottobre e non alla fine di settembre. Tutto ciò che avveniva nelle sue vigne e nella cantina era meticolosamente controllato, con il passare del tempo arrivarono, anche nella sua cantina, le vasche in cemento vetrificate, decisamente più comode da pulire. Giovanni ci spiega la grande importanza di produrre un buon vino a quei tempi, infatti l'economia negli anni Cinquanta girava, solo ed esclusivamente, grazie al frumento e al vino e non ci si poteva permettere di sbagliare. Una particolarità di questa vigna è la chiesetta che la costeggia, la quale era così vicina che il parroco del tempo chiese a Giovanni un piccolo passaggio per accedervi; quest'ultimo morì ed il parroco successivo gli chiese addirittura di comprarlo. Giovanni però fece di più, gli regalò la terra. Dove prima c'erano le sue vigne ora c'è un bellissimo parco. Ci saluta con un po’ di nostalgia per i tempi passati con questa frase: " prima vendevo, adesso compro".