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Fonte: ICPI - Progetto Basilicata e varie / MiC – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ICCD
Autori:
Video realizzato dalla dott.ssa Colella Arianna a supporto della ricerca nell’ambito tematico: storia e tradizioni alimentari per il progetto Geoportale della Cultura Alimentare, Basilicata. La ricercatrice è stata coordinata dal Comitato Scientifico del Dipartimento DICEM dell’Università della Basilicata, con la supervisione della dott.ssa Vita Santoro.

PASTA CATSCIAT DI MONTESCAGLIOSO

La pasta catsciat [catʃat] o capsat [capsat] di Montescaglioso è un pasto semplice in cui la semplicità della preparazione così come degli ingredienti è testimone delle sue origini contadine. Gli ingredienti sono molto comuni e di facile reperibilità aglio, olio e farina per il condimento - a cui in alcuni casi può essere aggiunta la paprica chiamata in dialetto locale pepone - e acqua e farina per la pasta. La semplicità degli ingredienti si ritrova anche nella pasta tendenzialmente di forma non complessa e rapida da realizzare, solitamente utilizzati erano i cavatelli, anche detti nel dialetto di Montescaglioso scorzë d amenlë per via della forma che richiama la buccia di mandorla. Il nome catsciat o capsat trarrebbe origine dallo sfrigolio prodotto dall’olio bollente nel momento in cui entra in contatto con la pasta e l’acqua di cottura, ossia nel momento in cui gli ingredienti vengono amalgamati. La tradizione prevedeva che venisse preparato nelle sere invernali essendo in grado di saziare la fame dei lavoratori dopo un’intera giornata di lavoro nei campi, nonostante la semplicità degli ingredienti. Inoltre, il pasto andava consumato caldo per ‘dare calore’. L’obiettivo era quello di ottenere il massimo con il minimo disponibile.

Montescaglioso (MT), ITALY
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