Durante il Carnevale “sino alla prima guerra mondiale bosinate di argomento locale venivano recitate, con intermezzi musicali, a Porta Casale o in piazza da gruppi mascherati su carri provenienti da Castelletto, San Salvatore e itineranti verso Bozzole, Pomaro, Giamole, Valmacca” (Castelli, 1999,...
Nel sobborgo alessandrino di Villa del Foro l’usanza della bosinata era “ben radicata, certamente secolare” (Castelli, 1999, p. 181). Prendeva di mira, in particolare, le ragazze e veniva declamata “tutti gli anni, anche prima dell’ultima guerra, nello spiazzo davanti alla chiesa (‘ans i piliòt’)...
Durante il carnevale nel periodo fra le due guerra la recita della bosinata solitamente “avveniva su un carro a quattro ruote davanti alla chiesa di S. Sebastiano o anche sui gradini del vecchio municipio” (Castelli, 1999, p. 174). Negli anni Settanta “l’usanza è stata temporaneamente ripresa i...
Nel paese la bosinata recitata nei primi del Novecento con intermezzi musicali era “caratterizzata dalla “ricchezza di doppi sensi e pesanti allusioni antifemminili (Castelli, 1999, p. 113). Nel periodo fra le due guerre fu recitata in paese qualche bosinata da parte di personaggi valenzani” (C...
Lfusanza della bosinata è attestata già a metà Ottocento dal pedagogista Antonio Bobbio e lfargomento principale erano i pettegolezzi paesani (cfr. Bobbio, 1994, p. 73). gFra le due guerre come autore principale delle bosinate di Cantalupo viene ricordato certo eUisen ed Rivera, Batatf, cia...
Nel paese l’usanza della bosinata è “stata portata avanti dagli anni ’30, da Biagio Piccarolo (1909-1984), agricoltore, sindacalista della Confcoltivatori, che assieme ad altri giovani del paese la leggeva in piazza” (Castelli, 1999, p. 141).
Nella frazione Castelceriolo occasione del Carnevale nei primi anni del secolo “la bosinata veniva recitata da certo Dante Ferraris, mascherato, su un carro tirato da cavalli bardati. Nel 1914 pare avesse allestito un carro allegorico detto dei ‘Fratelli Lunatici’, sul quale recitò la ‘businà’ tr...
Nel paese la bosinata recitata in piazza durante il Carnevale, nei primi del Novecento conteneva “tutte rime paesane, apolitiche, quasi sempre satireggianti fatti e personaggi della cronaca locale, e in particolar modo le ragazze” (Castelli, 1999, p. 164); una bosinata del 1920 ricorda gli orrori...
Nel paese l’usanza della bosinata è attestata a fine Ottocento: “nel 1897, dopo la sconfitta di Adua, su un palco davanti all’Asilo, nonostante la molta neve, un certo Marlòt, assieme a due ‘vignulant’ mezzadri di Castelletto, recitarono una ‘businà’ polemica mentre ‘Quinten’ Belleri suonava la f...
Le bosimate “erano frutto di buontemponi che per Carnevale si mettevano d’accordo e, mascherati alla bell’e meglio, giravano per il paese recitando rime all’apparenza improvvisate” (Castelli, 1999, p. 165).
Dopo aver sagomato e piegato delle corte doghe in legno, queste vengono assemblate ad incastro in modo da ottenere un contenitore a sezione cilindrica, rafforzato con quattro cerchi in ferro battuto (due disposti alle estremità e due nella sezione mediana). Viene quindi applicata, in corrisponden...
Contenitore di forma circolare, composto da lastre di legno appositamente sagomate e incurvate in modo da ottenere un corpo concavo schiacciato alle due estremità. Ai lati sono inserite due anse di ferro. Sotto una di esse sono stati creati due fori uno più grande dell'altro.
Contenitore di piccole dimensioni composto da piccole tegole di legno appositamente sagomate e unite insieme da due anelli di ferro a formare un corpo concavo schiacciato alle due estremità. Sui due anelli è agganciata un'ansa, anch'essa di ferro. Sulla pancia, sotto l'ansa, è presente il tappo i...