Grande crivello rotondo, con rete in canna di bambù. E' rinforzato con due tiranti in filo di ferro tra loro ortogonali.
Filtro a goccia, ottenuto piegando si sè stessa una striscia di legno flessibile. Dotato di retino a trama sottile.
Si tratta di un ramo tagliato longitudinalmente in quattro parti poi attorcigliate per aumentare la felssibilità. All'estremità superiore è legata una sottile stringa di cuoio.
Piccola grattugia a due lame parallele,con impugnatura nella parte superiore. E' sprovvista della cassetta che si trova usualmente nelle grattugie di più grandi dimensioni.
Grande grattugia a quattro lame trasversali oblique, costruite recuperando lparti di falce fienaia. E' priva del supporto mobile che serviva per far scorrere sulle lame crauti e rape, di solito incastrato duelle due guide laterali. Presenta una decorazione ad intaglio (triangolini) alla base.
La grattugia è formata da una tavoletta sagomata con quatto fori aperti ai lati e uno chiuso alla base, che permette di appendere l'oggetto. Al centro, è stato applicato il grattino in metallo; completano l'oggetto due assicelle inchiodate ai bordi che fungono da "guida" per lo scorrimento degli ...
Grattugia di grandi dimensioni a quattro lame. E' provvista di un cassetto senza fondo, scorrevole entro due guide, nel quale si metteva il cavolo da tagliare. L'estremità inferiore e i bordi del cassetto sono sagomati con un motivo a forma di onda; l'estremità superiore è invece di forma circola...
La lama della grattugia è ricavata da un pezzo di una vecchia falce. Sui bordi sono inchiodate due assicelle per guidare il movimento della rapa. All'estremità inferiore c'è un foro passante per appendere l'utensile dopo l'uso.
La lama della grattugia è ricavata da un pezzo di una vecchia falce. Sui bordi sono inchiodate due assicelle per guidare il movimento della rapa. Alle estremità si sono due fori passanti per appendere l'utensile dopo l'uso.
Piccolo imbuto in lamina di ottone.
Imbuto in terracotta provvisto di un tubo al centro della tazza, su cui gravita una tazzina più piccola con tre sfiatatoi lungo il bordo.
Imbuto di rame, provvisto di manico ad orecchia e grata di ampi fori circolari sul fondo.
All'interno di un villaggio già di per sé rappresentativo della tipologia abitativa degli sloveni del Carso, l'abitazione documenta la vita contadina tradizionale nei suoi diversi aspetti.
Gianni Pistrini, nato il 14 ottobre 1959, tecnico del caffè, giornalista e presidente dell'Associazione Museo del Caffè, racconta la tradizione del commercio e del consumo del caffè a Trieste a partire dal XIX secolo.
Sottile lastra di arenaria di forma trapezoidale, provvista ti una tacca rettangolare per deporre il sapone.
Grosso bastone incernierato su una forcella di legno mediante un robusto perno di ferro. I fori visibili sulla leva, distanti fra loro circa 20 cm, fanno supporre che la stessa sia materiale di recupero.
Sulla copertura della cassa è avvitata la tramoggia di metallo, che si aziona mediante una manovella dotata di pomolo in legno.