Shëtridlat
La minoranza linguistica degli arbëreshë è presente nell’Italia meridionale e insulare da molti secoli: si stabilirono in Italia tra il XV e XVIII secolo. È difficile parlare di una vera e propria cucina arbëreshë, però molti elementi caratterizzanti della cultura italo-albanese si possono ritrovare in alcuni tratti della gastronomia. Esistono infatti dei prodotti e delle ricette che si sono tramandate e conservate da generazione in generazione.
Tra questi vi è la shëtridhlat: un tipo di pasta fresca che assomiglia alla più classica delle tagliatelle, ma si realizza senza usare mattarello o macchina tira pasta. Si tratta infatti di una lavorazione molto interessante, che coinvolge quasi sempre un gruppo di donne. Per realizzare la shëtridhlat c’è bisogno di un’abilità e una manualità uniche, che si sono tramandate.
L’impasto è a base di farina di carosella (un grano antico del Sud Italia), semola, acqua calda e olio extravergine, ed in alcuni casi c’è l’aggiunta anche di uova e sale. Questa pasta appartenente alla cultura gastronomica degli arbëreshë è prodotta soprattutto a livello casalingo, dalle donne anziane presenti nelle famiglie di origine albanese, unicamente nei comuni di San Paolo Albanese e San Costantino Albanese.