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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Sacro Entierro

"Alla confraternita della Misericordia di Asti toccava il compito di organizzare l'annuale processione del Sacro Enterro, puntualmente registrata dal cronista locale, l'Incisa, il quale ci ha lasciato" (Bernardi, 1991, pp. 323-324), varie descrizioni delle scenografie e degli avvenimenti della Settimana santa ad iniziare dal 1778. In particolare per il venerdì santo del 1786 Stefano Giuseppe Incisa scrive: "Questa sera alla Misericordia ci fu il discorso sulla Crocifissione e Morte di Cristo, indi la processione del Sacro Enterro. La chiesa fu vestita tutta a lutto, guernita di toga parte bianca, parte gialla, con disegnoi sul gusto greco. Il palco poi fu fatto tutto nuovo /.../ il fondo /.../ o facciata principale rappresentava un monte Calvario, nella spaccatura d'esso si vedeva una città, che si vuol chiamare Gerusalemme. Sul monte vi sono tre scenari per parte rappresentatnti una selva. In questo vano vi si mise il cataletto. Tra il primo ordine di scenario si faceva discendere un gruppo di nuvole, e alcuni Angeli, e la Croce attorniata di raggi, sostenuta in aria da cordicella che poi discendeva a comodo di distaccarsi la Croce... " (Incisa, 1786; Bernardi, 1991, p. 324).

"Il Sacro Enterro astigiano ridimensionò il proprio aspetto spettacolare e scenografico a partire dal 1793 fino quasi a scomparire sotto il dominio francese. L'ostilità del nuovo governo verso le plateali manifestazioni del sacro è evidente nelle annotazioni del diarista relative al giovedì santo del 1802: Dopo pranzo dalle Confraternite si fece visita ai santi Sepolcri; alcune d'esse, cioè la Trinità, san Rocco e Viatosto, portarono le loro macchine, anzi la Trinità avea la musica; le altre poi dell'Annunziata e di san Michele non la portarono.I Sepolcri alle chiese furono semplici da per tutto, ed in molte vi era la sola croce col lenzuolo e pochi lumi: alle ore 24 tutte le Confraternite erano già ritirate a motivo d'una lettera che il prefetto Robert mandò al vescovo, in cui lo invitava ad avvisare le Confraternite, che facessero pure le loro 'Mascherate' con patto che alle ore 24 fossero tutte ritirate, perchè altrimenti le avrebbe fatte arrestare" (Incisa, 1802; Bernardi, 1991, p. 324).

(AT), Italia
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