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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processioni delle rogazioni

A Mondonio (dal 1929 aggregato al comune di Castelnuovo Don Bosco), la prima processione delle rogazioni minori “quella del lunedì, partiva verso le sei-sette del mattino dalla chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario, situata nel cuore del concentrico. Dopo aver attraversato in direzione nord la piazza principale del paese (intitolata al conte Prospero Balbo), imboccava via San Rocco, passando accanto alla chiesetta seicentesca di ‘San Ròch’ e ridiscendendo interamente il versante settentrionale del colle che ospita l’abitato siano a giungere in corrispondenza della croce lignea (‘la Cros’) ubicata al margine del piazzale della Terra Rossa (‘Tèra Rossa’). Da lì la processione svoltava verso sud-est, incamminandosi lungo la strada del Pozzo (‘stra dël Poss’) […]. Al termine della ‘stra dël Poss’ la processione sostava davanti al pilone dei Savio […] per poi dirigersi verso sud-ovest lungo la strada che scorreva a nord della regione Letto […]. Quindi, alla fine della strada, la fila dei fedeli confluiva nello slargo (detto ‘ël Balon’, in quanto sino agli anni Sessanta ospitava un ampio invaso d’acqua stagnante utilizzato per abbeverare buoi e cavalli) adiacente la chiesa settecentesca di San Sebastiano (‘San Bas-cian’). Da qui la processione risaliva la ripida strada d’accesso al paese (via San Sebastiano, localmente denominata ‘la Còsta’) […]. La processione si concludeva con l’ingresso nella piazza principale del paese, il rientro in chiesa e la celebrazione della messa delle rogazioni.

La seconda processione (quella del martedì) partiva come sempre di prima mattina dalla piazza della chiesa parrocchiale, discendeva lungo ‘la Còsta’ e quindi, giunta in regione San Sebastiano, svoltava verso ovest imboccando ‘lo stradon’ (l’attuale provinciale per Castelnuovo). Su questa via il corteo proseguiva sono a lasciarsi alle spalle il cimitero, quindi si spostava sul lato sud della strada e sostava in preghiera davanti al pilone della Braglia (‘ ‘l pilon dla Braja’). Poi la processione riprendeva la via del ritorno, ripercorrendo in senso inverso lo ‘stradon’ sino al crocevia di San Sebastiano […]. Da lì imboccava la strada che costeggiava i prati, i campi e le cascine della regione Sotieri, lungo il bordo occidentale dell’abitato di Mondonio, sino a raggiungere la confluenza con la strada della ‘Tèra Rossa’, all’altezza della ‘Cros’. La processione risaliva quindi la rampa in forte pendenza della ‘Tèra Rossa’ (via San Rocco, che costituisce la strada di accesso da nord all’apice del paese), riguadagnando la piazza centrale e rientrando in chiesa, dove si celebrava la messa che concludeva il rito.

La terza e ultima processione (quella del mercoledì) muoveva dalla chiesa tra le ore sei e sette, scendeva lungo ‘la Còsta’, oltrepassava l’incrocio di ‘San Bascian’ e imboccava in direzione sud la strada comunale della Valle (la ‘stra gròssa). Proseguendo lungo quest’ultima, superava le case della Costa del Mulino (‘Còsta dël Molin’) e le campagne delle regioni Benefissi, fondori, Cuminei, Pra Pissào, Gieuv di Spià e Calplëtta, sino a portarsi presso l’incrocio della località Candia. Da lì la processione, sempre guidata dal parroco con il piviale viola, svoltava verso sud-est, percorrendo la ripida strada che risale il versante collinare e conduce alle cascine Garesio. Lasciate alle spalle queste ultime, il corteo continuava lungo la medesima strada […] attraversando la regione Montass e raggiungendo al località Rasè (Raseto o Rasetto, anticamente Raseij o Razé). Al termine della carrareccia, in vetta a una piccola altura isolata di forma conica posta sul lato orientale della strada, la teoria dei fedeli incontrava uno dei luoghi cruciali della processione rogazionale, la chiesa romanica della Madonna del Raseto […]. Era all’interno della cappella di Raseto […] che, nel corso del rito del terzo giorno, veniva celebrata la messa delle rogazioni. Al termine della funzione la processione prendeva la via del ritorno verso il paese, sebbene molti degli abitanti delle cascine Garesio e di altri nuclei di case sparse situati nella parte meridionale del territorio di Mondonio concludessero qui il rito rotazionale e rientrassero nelle loro abitazioni. La processione residua, dopo essere ridiscesa sino all’incrocio del fondovalle di Candia lungo la strada percorsa in precedenza, effettuava una sosta i preghiera presso il pilone di Candia (‘ ‘l pilon dij Gareis’) e quindi imboccava la sterrata che conduceva alla cascina Biglino, sino a giungere di fronte al pilone di Pauretto (‘ ‘l pilon d’an Pauré’), dove aveva luogo un’ulteriore sosta ed un nuovo momento di benedizione delle campagne circostanti. Poi il corteo si immetteva nel sentiero campestre di Vagnacorta (la ‘stra ‘d Vignacurta’), il quale, chiuso in una siepe fitta e ombrosa, muoveva verso nord e consentiva di ricollegarsi con la strada comunale della Valle. Dopo aver percorso quest’ultima per breve tratto in direzione del paese, la processione attraversava l’incrocio di San Sebastiano e risalendo la ‘Còsta’ di ricongiungeva con la piazza della chiesa parrocchiale, chiudendo l’anello del percorso rogazionale” (Correggia, 2011, pp. 150-153).

CASTELNUOVO DON BOSCO (AT), Italia
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