Feste popolari
Processioni delle rogazioni
Nei tre giorni precedenti l’Ascensione si svolgevano le processioni delle rogazioni, per la benedizione delle campagne, cercando di percorrere tutto il territorio: “il primo giorno si raggiungeva il santuario della Madonna degli Olmetti; il secondo giorno si andava presso la cappella di San Marco alla borgata Saletta; il terzo giorno si raggiungeva quella di San Rocco presso la frazione Forno” (Bosio, Tosin, 2005, p. 27).
Le tre processioni delle Rogazioni nella seconda metà del Settecento consistevano, come scrive il parroco di Lemie nella relazione del 1769 all’arcivescovo di Torino, mons. Francesco Lucerna Rorengo di Rorà, “in un giro di cinque, e più ore d’orologio per monti, per rocche, e precipizi, nei quali quasi tutti gli anni qualchuno precipita per l’impraticabilità delle strade, che in più luoghi conviene passare come si dice a quattro gambe. Ed a questo giro v’interviene la sola gioventù cioè i figlj e figlie, e pochi altri, ed in tutto il giro, una parte si canta, nell’altra si mangia, nella terza di ride e si scherza giovani e figlie, ed ognuno soltanto interviene a detta processione fin tanto che dura i suoi beni cioè campi e prati, e di mano in mano quando finiscono li suoi beni ognuno a quella mira si ritira e no più in processione, a tal segno che sul fine del giro resta solo il parroco colla priora della chiesa che porta e spalle la croce parrocchiale, onde credo che s’ottenga da Dio bentutt’altro che benedizioni; hanno poi di più questa superstizione, che portano in processione nascosta in dosso la semenza della canapa, con credere che questa seminata venga più bella” (Fassino, 2002, pp.147-148).