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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processioni del Venerdì santo

A fine Settecento “al Venerdì santo si sviluppava, subito dopo le funzioni parrocchiali, la processione così detta dell’Intero con tutte le compagnie ed il clero, con partenza dalla chiesa parrocchiale ed arrivo in San Giacomo. Dopo pranzo si assisteva alla processione al Sacro Monte della Dottrina cristiana degli uomini” (Capone, 2005-2006, p. 12).

Oggi la processione del Venerdì santo ha inizio verso le ore 21, dopo un breve momento di riflessione in Collegiata. “La processione, passando dal portone centrale, lascia la Collegiata, scendendo dal retro della chiesa con il seguente ordine: Pie donne, mamme delle Pie donne con la priora di San Gaudenzio, fedeli, suore delle diverse congregazioni, corale liturgica della parrocchia, simulacro del Cristo Morto, simulacro della Madonna Addolorata, sacerdoti, civili, ancora fedeli.

Il gruppo delle Pie donne apre il corteo con due torciere avanti, recanti in mano le torce accese, al centro la crocifera affiancata dalle due assistenti e dietro le altre due crociere. Le statue sono portate in processione dalle due confraternite varallesi, rispettivamente i confratelli del SS. Sacramento portano il simulacro del Cristo Morto, mentre quelli della SS. Trinità portano la statua della Madonna Addolarata. […] Il percorso compiuto dalla processione prevede, una volta scesa dal retro della chiesa, il passaggio in via Giacobini che porta il corteo nella via principale del paese, corso Umberto I. Di lì si prosegue poi in piazza Calderini e via Osella, si attraversa il ponte Antonini, fino a giungere alla chiesa di San giacomo da cui poi si ritorna in Collegiata seguendo lo stesso tragitto. Rientrata nuovamente in chiesa, la processione si scioglie con un momento finale di riflessione” (Capone, 2005-2006, pp. 27-28).

"Al vescovo furono segnalate 26 processioni, di cui otto drammatiche, ovvero con partecipazione di personaggi o di persone recanti simboli della Passione: Varallo, Romagnano, Oleggio, Domodossola, Borgosesia, Grignasco, Cameri e Galliate. Ai parroci di questi centri il cardinale Morozzo inviava prima di Pasqua una circolare in cui permetteva le consuete processioni ad alcune condizioni, fra cui 'non vi sia alcun individuo vestito da Confratello, il quale vada colla schiena scoperta e si dia la disciplina, molto meno poi vestito alla Giudaica, o da manigoldo, od anche rappresentare Cristo; che non concorrano delel donne rappresentanti le Marie" (Bernardi, 1991, p. 351).

(VC), Italia
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