Feste popolari
Processioni del santo Enterro (del Cristo morto) e dell'Addolorata - Via Crucis
La sacra rappresentazione romagnanese ha origine con la fondazione, nel 1729, della Congregazione del Santo Enterro, che, riprendendo una tradizione derivata dai Misteri della Passione che nel Medioevo si praticavano nelle chiese, promuoveva durante la Settimana santa “due processioni drammatiche, l’una antimeridiana, la seconda all’imbrunire, con i simulacri della Madonna Addolarata e del Cristo Morto che, nella celebrazione romagnanese, permangono come attestazione della settecentesca riorganizzazione. Accanto alle due processioni si istituirono i primi quadri drammatici: primo fra tutti il Gioco delle vesti di Cristo. A questa azione scenica partecipavano i due tradizionali giudei che indossavano, come indossano tuttora, corazze e elmi secenteschi provenienti dall’armeria del conte Carlo Tornelli, che fu il primo governatore del Venerdì santo. Dalle prime azioni drammatiche prese avvio il proceso evolutivo di completamento dei momenti della Passione. Che ha trovato un assetto definitivo dalla metà del Novecento” (Brugo, 2010, pp. 104-105).
Oggi la rappresentazione, denominata “Venerdì Santo”, con 14 quadri recitati in altrettanti luoghi deputati, coinvolge trecento figuranti, fra attori e comparse. Inizia la sera del Giovedì santo “con i primi quadri: la Cospirazione del Sinedrio ed il patto con Giuda, l’Ultima cena con l’istituzione dell’eucaristia, l’Orto del Getsemani. La giornata del Venerdì santo presenta due aspetti diversi e complementari tra di loro: quello più arcaico, con la parte dedicata al cerimoniale, al mattino; quello pomeridiano che si incentra sulla vera e propria sacra rappresentazione. Al mattino il rullo dei tamburi dà la sveglia agli abitanti. Si costituiscono i corpi dei Legionari a piedi e a cavallo, cui vengono consegnati da parte delle famiglie depositarie i labari, che per tradizione, vengono calati dalla finestra. Successivamente corpi dei legionari, autorità cittadine, componenti del comitato organizzatore e cittadinanza porgono l’omaggio al Governatore. Quindi hanno luogo due processioni successive: la prima per il trasporto del cosiddetto ‘letto del Cristo morto’ dalla chiesa della Madonna del Popolo alla chiesa abbaziale di San Silvano; la seconda processione con il simulacro della Vergine Addolorarta. Ad essa partecipano tutti i personaggi e Gesù stesso, incatenato tra i due Giudei.
Nel pomeriggio riprendono i quadri con i momenti con i momenti vari della Passione: il Tribunale del Sinedrio, l’impiccagione di Giuda, Gesù al tribunale di Pilato, di Erode, la flagellazione, la salita al Calvario: Infine il momento di più intensa commozione: la Crocifissione, la morte in croce, il pianto della Madonna.
A sera tutti i personaggi e il popolo accompagnano i simulacri dell’Addolorata e del Cristo Morto attraverso le vie del centro storico.
Il sabato rappresenta il completamento della vicenda terrena del Cristo con la Resurrezione” (Brugo, 2010, p. 105).