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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processione di san Marco

“A Mondonio la processione del giorno di San Marco si svolgeva (analogamente a quanto accadeva in molti villaggi della campagna astigiana) lungo lo stesso itinerario che caratterizzava la prima processione (quella del lunedì) delle rogazioni minori: di buon mattino il corteo muoveva dalla chiesa parrocchiale, prendeva via San Rocco ridiscendendo sino alla ‘Cros’ e allo slargo della ‘Tera Rossa’, si immetteva nella ‘stra dël Poss’, raggiungeva il ‘pilon dij Savi’ (dove sostava in preghiera), si dirigeva presso la cappella di San Sebastiano, risaliva la strada della ‘Còsta’ e rientrava nella chiesa parrocchiale, dove veniva celebrata la messa. Scandita anch’essa dalle litanie dei santi, la processione effettuava un giro completo del paese, spostandosi lungo un percorso ad anello che il parte costeggiava e in parte attraversava il paese.

Anche il rito processionale del 25 aprile, come quello delle litanie minori, aveva essenzialmente il senso di invocare la misericordia e la benevolenza divina sul lavoro dei campi, di ottenere la protezione celeste sui frutti della terra, di allontanare eventi meteorologici devastanti per la coltivazione, di celebrare il risveglio primaverile e la fecondità della natura, di risacralizzare il territorio, di scongiurare l’abbattersi dei flagelli generati dalla giustizia di Dio. Accanto a queste valenze apotropaiche e propiziatorie, la processione campestre del giorno di San Marco associava anche una caratteristica del tutto peculiare: era infatti durante il suo svolgimento che avveniva la benedizione delle uova fecondate dei bachi da seta (‘bigàt’) […]. Le uova (‘smens’) racchiuse in un sacchetto di tela o di garza, venivano portate al rito delle litanie maggiori dalle donne, a cui era affidata la cura di ogni fase del ciclo della bachicoltura […].

A Mondonio le ultime processioni delle rogazioni (minori e maggiori) hanno avuto luogo intorno alla metà degli anni Cinquanta del Novecento” (Correggia, 2011, pp. 154-155).

CASTELNUOVO DON BOSCO (AT), Italia
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