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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processione di Pasqua - del Cristo risorto

"L'antica processione di Pasqua della Confraternita della Pietà, istituita forse nel 1726, dopo la costruzione, ad opera di Carlo Giuseppe Plura della statua del Cristo risorto (scolpita in Torino dal 1722 al 1725) e dell'Angelo (realizzata nel 1729), si svolgeva per la città recando le due statue e quella si sant'Elena. La processione si avvaleva di un grande apparato scenico e si concludeva in chiesa, con l'ausilio di una complessa 'macchina' che faceva emergere il Cristo dal retro dell'altare. Con la nuova edizione contemporanea dell'anno 2000, la processione di Pasqua della Confraternita della Pietà ha ripreso a ricucire i fili di una tradizione popolare laica e religiosa che correva seriamente il rischio di perdersi" (Basteris, 2004, pp. 110-112).

"Apre la la sfilata della Processione lo stendardo del Cristo risorto; si intercalano tra i fedeli tre grandi gruppi statuari: oltre al Cristo risorto vengono portate a spalle anche le statue dell'Angelo che annuncia la resurrezione /.../ e di sant'Elena che sostiene la croce che, secondo la tradizione cristiana, lei stessa avrebbe ritrovato /.../. Caratteristica della Processione è la partecipazionedi un nutrito gruppo di 'figuranti' /.../ che impersonano diversi personaggi dell'antico testamento /.../. Si ha l'occasione di rivedere: la Madonna /.../, la Veronica /.../, la Tre Marie /.../, le sei Ancelle coi cestini contenenti gli strumenti della Passione: i chiodi, la corona di spine, i dadi, con cui i soldati si sono giocati la tunica di Cristo, la scala per rimuovere il corpo dalla Croce, la Tre Virtù Teologali, che portano in processione rispettivamente la Fede (la fiaccola), la Speranza (l'ancora), e la Carità (un cuore ardente). I personaggi biblici rappresentati sono la Regina Ester che ha fra le mani lo scettro regio, a significare la regalità di Cristo sul mondo conquistata con la morte e la resurrezione, e la Giuditta che brandisce la spada con cui ha decapitato il malvagio Oloferne, a simboleggiare la scobfitta del male operata da Cristo con la sua morte /.../. La processione ha di solito tre soste (o stazioni) presso le quali, con letture bibliche e appropriato commento. è reso attuale il messaggio pasquale" (Botta, in Basteris, 2004, p. 113).

"La domenica di Pasqua a Savigliano, dalle 17, antica processione con centinaia di figuranti in costume, partendo dall'Arciconfraternita..." (La Stampa, 18 marzo 2008, p. V).

SAVIGLIANO (CN), Italia
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