Feste popolari
Processione del giovedì santo - di Gesù nell'orto - dei misteri
La composizione degli attori della Processione del Giovedì Santo a Valdieri è la seguente: 20 ragazzi che reggono i Misteri, il gruppo dei Cantori, 3 portatori della Croce, 2 portatori dei lampioncini, 12 Apostoli, il Rettore (parroco), 12 portatori che trasportano la Statua (scultura in noce rappresentante il gruppo ligneo di 'Gesù nell'Orto' dell'artista Antonio Roasio, 2,50 mt. di altezza per 12 quintali), 4 Sergenti ai lati della Statua, la popolazione. Le azioni che si susseguono durante la manifestazione sono: 1) lavanda dei piedi presso la chiesa ospitante; 2) partenza dalla Confraternita o, talvolta, dalla chiesa parrochiale; 3) dieci soste alle rispettive dieci Stazioni: ad ognuna si esegue il canto melodico 'In monte Oliveti'. Cronologia della festa: il parroco esegue la lavanda dei piedi ai 12 Apostoli. Ultimata la lavanda la Statua rappresentante Gesù viene portata in processione da 12 uomini la sera del Giovedì Santo ed è accompagnata dagli Apostoli in tunica (detta 'camus') e cappuccio bianco, dai Cantori, dai ragazzi che portano i 'Misteri', dalla popolazione locale e dai valligiani. La processione si snoda per le vie del paese, illuminate dai 'balun', disposti anche negli androni e sulle finestre. La gente si avvia per il paese fermandosi ad ogni Stazione, dove avviene il bloccaggio della Statua con appositi puntelli; i Cantori eseguono in latino l'antico canto della passione "In monte Oliveti", un tempo venivano usati anche strumenti musicali antichi detti 'la scarelo' e 'lu batai'; poi il corteo riprende il cammino verso la prossima Stazione. Giunti alla chiesa di san Martino si conclude la cerimonia con canti in latino della Passione, mentre dall'alto, la grotta di Maria Maddalena è tutta illuminata (cfr. Nicoletti, 2004-2005, pp. 8-9).
"Fin dal Settecento molto devota e solenne era a Valdieri la processione del giovedì santo. L'azione liturgica iniziava nella Confraternita di santa Croce con la predica e la tradizionale lavanda dei piedi, seguiva poi la processione cui partecipavano non solo i confratelli di santa Croce ma tutta la popolazione del paese. Terminava con la 'disciplina' che i confratelli si davano nel coro della loro chiesa /..../. Il successivo 9 aprile 1846 (dopo una sosta a Cuneo), giovedì santo, il gruppo di 'Gesù nell'orto' fu portato per la prima volta in corteo solenne, con accompagnamento di musici e di soldati. /.../. Il maestro Perona redasse in musica l'inno 'In monte Oliveti' che sempre accompagnò tale processione pasquale lungo le strade ben spazzate del paese, e fu accesa anche una splendida luminaria..." (Basteris, 2004, p. 74).