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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processione del Cristo morto

"Al vescovo furono segnalate 26 processioni, di cui otto drammatiche, ovvero con partecipazione di personaggi o di persone recanti simboli della Passione: Varallo, Romagnano, Oleggio, Domodossola, Borgosesia, Grignasco, Cameri e Galliate. Ai parroci di questi centri il cardinale Morozzo inviava prima di Pasqua una circolare in cui permetteva le consuete processioni ad alcune condizioni, fra cui 'non vi sia alcun individuo vestito da Confratello, il quale vada colla schiena scoperta e si dia la disciplina, molto meno poi vestito alla Giudaica, o da manigoldo, od anche rappresentare Cristo; che non concorrano delle donne rappresentanti le Marie" (Bernardi, 1991, p. 351 - tratto da Stoppa).

Oggi, "tradizionale processione penitenziale con l'urna del Cristo morto, la statua della Madonna Addolorata e i 'Misteri della Passione' scortati dai soldati in divisa romana e dai rappresentanti delle Confraternite con le loro Croci addobbate di candidi lini" (Delconte, 1996, p. 235).

Galliate aveva dunque una delle processioni 'drammatiche' nel 1819 ma dal 1824, grazie al Consorzio della Dottrina Cristiana, la processione ritornò ad essere eseguita al venerdì sera. Proprio "nel 1824 dal prevosto Silvano Brugo 'fu richiamata la pratica di fare la mattina del venerdì santo la predica che si faceva prima la sera del giovedì'. La predica si teneva molto presto perchè mezz'ora dopo l'alba 'si lasciava in libertà la chiesa per la preparazione degli apparecchi per la Processione della Sepoltura di Cristo', preparativi di cui si incaricava il Consorzio della Dottrina cristiana. La sera, verso le venti iniziava la Processione alla quale intervenivano tutte le Confraternite. Le spese erano a carico del nominato Consorzio della dottrina cristiana. Al termine della processione 'in chiesa si teneva il discorso che gli Officiali della Dottrina cristiana esponevano avanti tempo al padre predicatore quaresimale'. In tempi più recenti la processione era aperta e chiusa da soldati romani a cavallo, con corazza ed elmo, accompagnati da staffieri con delle torce accese; i Giudei, in costume, armati di lance, stavano ai lati della cassa in cui giaceva il Cristo morto. Seguivano le Confraternite con tutti gli apparati e le loro tuniche nere, bianche, rosse, cerulee, secondo un rigoroso ordine di anzianità. Glistrumenti della Passione (lo staffile, la frusta, la corona di spine, il martello, i chiodi, le tenaglie, la scala, i dadi ed il gallo) erano portati da ragazzi vestiti con le tuniche rosse della Confraternita del SS. Sacramento. Accompagnavano il corteo le associazioni cattoliche maschili e femminili, divise per sesso, e per età, gli oratori, le sterziarie francescane, il clero, le autorità civili e politiche, la massa dei fedeli. Infine, quasi isolata, passava la statua dell'Addolorata che chiudeva la processsione, una lunga doppia fila i cui capi quasi si toccavano, tenuta in ordine di marcia dagli uomini della Dottrina cristiana riconoscibili dal bracciale, dall'asta che tenevano appoggiata ad una spalla, ma soprattutto dal loro continuo andirivieni. Una processione d'altri tempi che, con forme rinnovate, continua tutt'oggi (1994, "L'Azione", 15, p. 25)" (Delconte, 1996, pp. 236-238).

"Nel basso novarese la 'Processione del Cristo morto' si registra a partire dalla fine del secolo XVII nei comuni di Trecate, galliate e Cameri" (Delconte, 1996, p. 233).

(NO), Italia
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