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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Processione con flagellanti e 'parlate' - Deposizione dalla croce

"Una processione di flagellanti (i confratelli della 'Cruciata') sfilava in origine a Roccavione per le strade del paese all'imbrunire del giovedì santo /.../ In tale processione si portava un'immagine di Gesù nell'orto del Getzemani e si facevano i 'Sepolcri' /.../. Nel primo Settecento /.../ fu sostituito il trasporto di pesantissime croci e catene di ferro ai piedi. Al ritorno dalla processione avveniva una distribuzione di pane in forma di focacce. Il Venerdì santo, alle tre del pomeriggio, si rivivevano invece su un apposito palco, nel coro della 'Cruciata', la flagellazione e la crocifissione del Cristo. Nel 1751 il pittore Andrea Andreoli di Lugano aveva appositamente dipinto archi e scenografie /.../ aveva preparato anche delle tele con nuvoleda appendere in alto e naturalmente la scena della flagellazione e della crocifissione con le figure necessarie, cinque per la prima, sei per la seconda. Nel 1826 tale rappresentazione /.../ fu sostituita da un dramma vero e proprio con attori e un testo di cui permane solo l'ultima parte dedicata alla Deposizione di Gesù dalla croce (protagonisti Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo). Il dramma sacro avrebbe dovuto avere una cadenza triennale ma ebbe luogo solo nel 1851, poi nel 1873, 1881, 1886, 1902, 1910 e 1929 (nel secondo dopoguerra si è svolto nel 1948 e nel 1967) e si chiamò sempre e soltanto 'Deposizione dalla croce'. Sul palco davanti a una grande croce sfilavano un angelo, poi una ragazza con un calice, quindi i chierichetti con i 'Misteri' che ne illustravano a parole la funzione. Seguivano le 'parlate' di Giuda, san Giovanni, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. Infine il Cristo di legno veniva deposto in grembo alla Madonna la quale, con le altre pie donne, non proferiva parola. Concludeva, nella notte la sacra rappresentazione, la processione del 'Gesù morto' con trasporto a braccio della statua del Messia, deposto in un cataletto, sotto un baldacchino a 'pavaglione'; intorno altri confratelli della 'Cruciata' sorreggevano gli 'istromenti o Misteri'" (Basteris, 2004, p. 73).

" ... a Roccavione, al ritorno della processione della stessa sera (giovedì santo) i Disciplinanti della Crociata facevano la 'dona' e doistribuivano pane in forma di focacce in memoria dell'ultima cena" (Basteris, 2004, p. 71)

"Nell'elenco dei 'personaggi' ghe svolgono la 'Passione' a Roccavione, trovo compresi il gallo, la colonna, le verghe, le sferze, la sentenza, la lanterna, la borsa, la spugna, la lancia, i dadi, la corona, i chiodi, il martello, le tenaglie, la scala e ciascuno di questi personaggi muti...ha la sua parlata.../.../. Il Venerdì santo, giorno della rappresentazione, nel paese si riversano in folla i forestieri. Ultimata la recita delle 'parlate' nella Confraternita si compone il corteo che si snoda all'imbrunire /.../ I personaggi sono a cavallo e altri cavalieri li seguono in costume. A Roccavione c'è l'usanza di far cavalcare Giuda colla schiena verso la testa dell'animale e il petto verso la coda per fargli mirare l'urna del Redentore ucciso, per il suo tradimento...(Barolo, 1933, pp. 34-35).

"A Entraque, Boves, Roccavione /.../ fino ai centri maggiori come a Fossano e Cherasco, hanno luogo ogni anno, o periodicamente ogni quattro, cinque, sei anni, delle funzioni sacre seguite da processioni spettacolose..." (Milano, 2001, p. 152)

"... e nella settimana santa si soleva eseguire, ancora pochi anni fa, la Passione a Roccavione presso Cuneo... (Renier, 1896).

Bernardi (1991, p. 366, nota 283, cita Barolo, 1933).

Oggi a Roccavione processione del Cristo morto al venerdì santo ed esposizione, in chiesa, degli strumenti della Passione.

(CN), Italia
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