Feste popolari
Presepio vivente del Vallino
"La rappresentazione viene attuata dal 1975, iniziata dal Sig. Rettuga insieme a un gruppo di volontari costituito, sin dall'inizio, in minima parte da adulti e maggiormente da bambini/e e ragazzi/e. La sua prima edizione era statica, costituita da statue, realizzata dal Sig. Rettuga per fare una sorpresa ai bambini. Dal 1977 le statue vengono sostituite dai figuranti e dall'azione drammatica. La rappresentazione della natività ha luogo in una suggestiva radura nel bosco, poco fuori dal centro abitato, attraversata da un torrente. Il pubblico arriva a piedi, si sistema sulla riva del torrente, posto frontalmente alla radura ove avviene la rappresentazione. I figuranti (gli stessi bambini e ragazzi che partecipano della costruzione e manutenzione del villaggio) non recitano: musica registrata e una voce narrante accompagnano lo svolgersi della scena. Il testo viene rinnovato ogni anno, in quanto contiene riferimenti all'attualità. L'azione drammatica è invece sempre la stessa; dal buio e a scena vuota si assiste all'arrivo della Sacra famiglia alla capanna, ingresso, chiusura della tenda.
Apparizione di bambini-angioletti che vanno ad aprire disvelando la scena intera alla capanna.
Angioletto che chiama il primo pastore, crescita della concitazione in cui uno chiama l'altro e pian piano il presepe si compone. Progressivamente ogni figurante torna alla propria occupazione, il fabbro, il mugnaio il falegname, la tessitrice etc. Nel frattempo i più piccoli (angioletti) salgono in cima al bosco e poi scendono con le fiaccole.
Nel corso del tempo sul posto sono stati costruiti edifici in pietra ad opera degli stessi ragazzi e bambini: la stalla-capanna, le botteghe degli artigiani, un piccolo castello, un mulino, il ponte sul torrente, un forno funzionante, il recinto delle pecore.
In un primo momento tali strutture erano in legno e paglia, ma a seguito di alcuni incendi ed atti vandalici si è provveduto a ricostruire gli stessi in pietra. I materiali sono stati portati sul posto senza ausilio di mezzi tecnici; il cemento è stato preparato a mano (generalmente dai più piccoli o dalle femmine)" (Enrietto, 2004-05).