Saperi e tecniche
Preparazione di pizze fritte napoletane
Il primo pizzaiolo mette nell’olio bollente la pizza, tendendo i bordi, e il secondo pizzaiolo incomincia a gettare olio bollente sulla superficie della pizza esposta per consentire la cottura della parte che non è immersa. Il primo pizzaiolo riprende la preparazione delle altre pizze, stendendo il disco inferiore di pasta lievitata che farcisce con ricotta e salame e il secondo disco che copre il primo. Preme accuratamente i bordi per saldare i due dischi di pasta ed evitare la fuoriuscita del ripieno, girando più volte la pizza. Al momento di mettere la pizza nell’olio allarga e tende i bordi. Il secondo pizzaiolo pulisce con carta assorbente la superficie dello scolatoio per fritti e completa la frittura di altre due pizze. Si serve di una paletta forata per gettare l’olio sulla parte scoperta delle pizze e di una sottile asta di metallo intorno a cui fa ruotare la pizza. Il contesto del video sono i Quartieri Spagnoli di Napoli. Qui sono spesso gli stessi abitanti che, in determinati giorni, di frequente il fine settimana, aprono il basso, casa che si trova sul fronte strada, e incominciano ad allestire una cucina per le pizze fritte. Si utilizzano enormi pentole di ferro con olio, che rimane per molte fritture, e si poggiano i fritti pronti su uno scolatoio di alluminio fatto di due pezzi, una struttura ampia e rotonda, con un bordo che si inclina verso il centro. Il centro ha, poi, un elemento forato mobile che consente una prima scolatura dell’olio eccedente, che si deposita sul fondo. Le pizze vengono generalmente servite su carta paglia a trama più o meno grossa.