Feste popolari
Passione, Enterro, Liturgia della Croce
Oggi a Borgosesia si svolge la Processione delle Palme, la processione del giovedì santo e la processione del venerdì santo fino alla chiesa di sant'Antonio. Le processioni del giovedì e venerdì santo sono state sospese nel 1995 "a causa dell'inagibilità della chiesa di sant'Antonio per alcuni lavori di ristrutturazione" (Delconte, 1996, p. 345).
"Nel 1819 il cardinale Morozzo, in seguito all'arresto di 'alcuni degli ubriachi disciplinati' durante la processione di Grignasco del 1818, invocava l'intervento della forza pubblica per far cessare gli scandali e i disordini, che gli interventi ecclesiastici non riuscivano a reprimere. Nella stessa occasione invitava i vicari foranei a notificargli 'se per la Settimana santa si faccia costà la Processione nelle strade pubbliche della Passione, o del Santo Sepolcro, qualunque ne sia poi la denominazione, e nel caso affermativo dovrà ella individuare da chi sia composta, in quali abiti, con quali divise, a che ora, notando segnatamente quelle particolarità che sono in opposizione col Sinodo. Al vescovo furono segnalate 26 processioni, di cui otto drammatiche, ovvero con partecipazione di personaggi o di persone recanti simboli della Passione: Varallo, Romagnano, Oleggio, Domodossola, Borgosesia, Grignasco, Cameri e Galliate. Ai parroci di questi centri il cardinale Morozzo inviava prima di Pasqua una circolare in cui permetteva le consuete processioni ad alcune condizioni, fra cui 'non vi sia alcun individuo vestito da Confratello, il quale vada colla schiena scoperta e si dia la disciplina, molto meno poi vestito alla Giudaica, o da manigoldo, od anche rappresentare Cristo; che non concorrano delle donne rappresentanti le Marie". Tra le relazioni dei parroci al vescovo, interessanti notizie si trovano in quella del teologo Manghetti, prevosto di Borgosesia. Il giovedì santo, di sera, le due compagnie di santa Marta e del SS. Sacramento si recavano alla visita dei sepolcri 'processionalmente vestiti nel loro sacco, con corona di spine in capo e gli ufficiali con fune al collo', cantando il 'Miserere' all'andata e lo 'Stabat mater' al ritorno. Nulla vi era di sconveniente ma 'per lo passato, ed in qualche anno soltanto altresì, nello stesso giovedì santo si rappresentò da soli secolari in piazza di questo borgo, la Passione di Nostro Gesù Cristo, cominciando dall'ultima cena, l'orazione all'orto, la cattura, e la comparsa ne' diversi tribunali; la maniera con cui si eseguiva, l'apparato di dissipazione solo proprio de' Giudei, e niente edificante, fece che mai mi piacque e mostrai sempre la mia disapprovazione; voglio sperare che questo mio contegno abbia reso meno frequente tale spettacolo, ma non ha potuto impedirlo affatto'. Non minori preoccupazioni suscitava 'la così detta funzione dell'Entero, la quale consiste nel trasporto che si fa dei Simulacri di Gesù morto e della B. V. Addolorata in atto di accompagnare le spoglie del suo divin figlio al sepolcro'. Nella processione, che aveva luogo la sera del venerdì santo ed era curata dai confratelli del SS. Sacramento, comparivano pure tutti gli emblemi della Passione, portati dai figli dei confratelli, anch'essi vestiti del loro sacco. Li assistevano fanciulli e fanciulle vestiti da angelo. Altre fanciulle rappresentavano 'con abiti corrispondenti, chi la Veroniva con il volto di Gesù effigiato sul lino, chi la Maddalena, chi altre pie donne o portanti la sacra Sindone, o vasi per il balsamo'. Il prevosto aveva escluso 'dalle rappresentanti le pie donne figlie anche grandi, e per lo più avvenenti e ambiziose, le quali se non altro attiravano a se gli sguardi, e la distrazione'. Ma la sostituzione con bambine, che per la 'tenera età e mancanza di cognizione' erano causa di dissipazione, si era rivelata una soluzione poco felice. Il decreto vescovile che proibiva angeli e santi non poteva essere rispettato, per l'opposizione dei parenti, i quali 'niente premurosi d'istillare ne' loro figli costumi angelici... ambiscono almeno di vederli con tali larve'. Il timore di perdere le oblazioni, con le quali si sosteneva la funzione, faceva 'chiudere gli occhi sui disordini'. Inutilmente il parroco aveva cercato inoltre di far terminare la processione prima dell'ora di notte; 'il pretesto si è, che gli accennati emblemi di passione effigiati sul vetro, e con lume interno resi trasparenti fanno di notte maggior comparsa. Più facendosi di notte la funzione procurano i fedeli avanti alle cui case passa la processione di fare un'illuminazione, il che dà un gradito ed edificante colpo di vista, ma che non impedisce li disordini'" (Bernardi, 1991, pp. 351-352 - tratto da Stoppa).
"Tra gli abusi da estirpare il prevosto di Borgosesia segnala, nel 1826 la partecipazione di donne alla processione notturna del giovedì santo e la colazione, prima della processione, nella chiesa della confraternita di santa Marta (Bernardi,1991, p. 351, nota 250).
"Nella stessa relazione il Manghetti dichiara tolti 'gli abusi di ragazzi e ragazze promiscuamente vestiti da Angelo' mentre 'non si potè togliere l'altro che si protragga di notte'. L'Entierro di Borgosesia durò fino ai primi decenni del Novecento, secondo quanto afferma lo Stoppa che vi partecipò fanciullo indossando l'abito di san Luigi" (Bernardi, 1991, p. 352, nota 251).
"Cerimonia popolare che pressochè immutata perdurò fino ai primi decenni di questo secolo e alla quale io stesso fanciullo ebbi modo di partecipare indossando l'abito nella foggia di san Luigi" (Stoppa, 1981, p. 241).