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Fonte: ICPI - Progetto Basilicata e varie / MiC – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ICCD
Categorie
Locali storici
Autori:
Susanna Camerlengo

Panificio Cifarelli

Nel 1949 Antonio Cifarelli acquistò un terreno agricolo appartenente alla famiglia Volpe nei pressi del nuovo quartiere di Piccianello. Proveniendo dai Sassi, l’antico rione scavato nella roccia, Antonio sapeva costruire “a levare”, ovvero scavando il suolo di calcarenite per ricavarne dei blocchi squadrati utilizzati come mattoni per la costruzione in superficie. Con questa tecnica costruì l’edificio che è oggi la sede storica del panificio. Nei due locali interrati trovavano posto la neviera e il deposito delle fascine di lentisco, mentre a piano terra si trovavano il forno a legna di 17 mq (visibile ancora oggi) e le stanze di servizio della famiglia. Come avveniva già nei Sassi, anche il nuovo forno serviva esclusivamente alla cottura del pane preparato in casa dalle massaie. Solo nel 1981 il figlio Giovanni apre la licenza commerciale per la produzione e vendita di pane, cancelle (taralli materani) e paste da latte. Ventanni dopo è suo figlio Massimo a prendere in mano le redini dell’attività, facendola crescere con l’apertura di nuovi punti vendita (Borgo La Martella 2005, Piazza San Francesco, nel 2015). Oggi il panificio Cifarelli è tra i più conosciuti produttori di Pane di Matera, tra tradizione e innovazione, valorizzando e innovando le antiche ricette (ad esempio con l’uso di un lievito madre non più ereditato dal passato, ma riprodotto più volte durante l’anno a partire dalla frutta fresca).
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Osservazioni
Antonio Cifarelli crebbe a bottega da un fornaio dei Sassi, da cui apprese l'arte che lo portò prima a lavorare in molti dei forni ora scomparsi negli antichi rioni (come quello nella cripta di San Leonardo nel Caveoso) e poi a fondare l'azienda di famiglia. Racconta il figlio Giovanni che la panificazione era una “questione di genere”: tradizionalmente gli uomini si occupavano del forno e della cottura del pane, mentre erano le donne a “governare” l’impasto, tramandando le ricette e le tecniche di lavorazione di madre in figlia. Per questo nel 1981 Giovanni dovette imparare da zero a fare il pane, mentre Antonio ha trasmesso ai suoi discendenti i segreti di una corretta gestione del forno, compreso il modo in cui si può intuire la temperatura al suo interno studiando il colore e la posizione della cenere. Il forno è ancora quello costruito da Antonio, con il piano di pietre di mazzaro (calcarenite di Gravina). Al posto del lentisco, si usano oggi ramaglie di quercia provenienti da potature dei boschi lucani.
Matera (MT), Italia
Geolocalizzazione: