Cibo e musica
Nnazzu nnazzu nnazzu
Ninna nanna cantata da Annunziata Giannotta di Scorrano (Le), una delle più espressive voci femminili documentate nelle storiche ricerche di Brizio Montinaro condotte negli anni settanta. Il testo fa riferimento alla paparina e al lapazzu, due ingredienti della “cucina povera” salentina che venivano cucinati insieme. Parte della pianta spontanea detta papavero rosolaccio, all’inizio della primavera, prima della fioritura, può essere raccolta e consumata lessata o saltata in pentola nella pietanza nota appunto come paparina. Lapazzu è invece il nome dialettale del lapazio, una sorta di bietola selvatica che cresce spesso lungo i bordi delle strade e nei luoghi incolti e che serve ad addolcire in cottura il gusto agreste della paparina (come viene spiegato nel canto).