Archivi storici
Slow Food presidio slow food. movimento slow food speciale marmellata arricchimento culinario vive tutt’oggi vicinanza geografica memorie d’infanzia prodotto tipico mircea groza scarso risultato diverse ricette carboni ardenti per Terra Madre diversa origine colore cambi regione bistriza
Terra Madre
Mircea Groza
Mircea Groza , classe 1953 è nato e vive tutt’oggi a Zalau,in Romania. Nell’intervista al salone del gusto racconta se stesso e la sua terra, focalizzandosi principalmente sulle memorie d’infanzia e sulla marmellata di prugne della sua zona, un prodotto tipico e tradizionale che accompagna diverse ricette di dolci e momenti condivisi in famiglia. Afferma che la vicinanza geografica ad altri paesi e la presenza di minoranze sul territorio dove è cresciuto ha portato ad un arricchimento culinario e culturale per tutta la cittadinanza di Zalau, riuscendo perfino a ritrovare alcune ricette dell’epoca romana. Il suo avvicinarsi a Slow Food è stato graduale, sino ad arrivare alla sua presenza a Terra Madre, dove è rimasto colpito del rispetto per il cibo, il legame con il territorio ed i suoi valori. All’arca del gusto porta questa marmellata di prugne e ce ne racconta le peculiarità. Queste varietà di prugne della regione Bistriza sono speciali , sono sempre state cucinate in pentole di rame con degli attrezzi antichi, cotto su carboni ardenti per la durata di 18-20 ore, facendo si che il colore cambi da un rossastro ad un quasi nero. E’ proprio il tempo di cottura,che rende speciale la ricetta facendo si che la famiglia si riunisca davanti al fuoco consumando cibo convivialmente. Negli anni ottanta questa tradizione quasi scomparve, si cercò addirittura di usare prugne di diversa origine ma con scarso risultato. Grazie al movimento Slow Food piccoli produttori hanno ricominciato a produrla secondo tradizione, nonostante la legislatura non sia di auto. Conclude l’intervista ringraziando l’Università di Cluj, e tutti coloro che hanno sostenuto lui e la realizzazione di questa speciale marmellata chiamata Silvoi o Povidla facendola diventare anche un presidio Slow Food.