Feste popolari
Memorie Migrate
" Via dei Brasiliani" ovvero tratto di via Roma che attraversa il
centro storico con pregevoli portali in pietra che ornano gli ingressi
quali elementi tangibili;
- Torre campanaria in largo San Nicola dove fino al 2000 vi era un
bellissimo orologio meccanico a contrappesi completo di campane,
altro importante elemento tangibile, inviato in dono, nel 1910, dai
castelluccesi residenti a Manaus, come ricorda la targa dedicatoria.
Successivamente, l'orologio perfettamente funzionante, le campane con i supporti e la targa dedicatoria sono stati trasferiti nella sede municipale dove sono tuttora esposti.Nella storia drammatica del nostro Paese, sicuramente una delle pagine più intense del travaglio sociale del nostro popolo è rappresentata dal fenomeno dell’emigrazione di coloro i quali scelsero di abbandonare le loro regioni, le loro case, i loro affetti per trasferirsi lontano in mondi nuovi, alla ricerca di una risposta alle loro precarie situazioni economiche.
La Grande Emigrazione, al termine del processo unitario, che riguardò in primis l'area del Nord-Est del'Italia, successivamente le aree meridionali, i cui abitanti delle fasce più povere, a causa di un cambiamento radicale delle loro condizioni di vita, furono, di fatto, costretti a trovare in questo doloroso “viaggio della speranza” una risposta a situazioni che rendevano non più sostenibile la loro qualità di vita.
L’esodo interessò primariamente la popolazione agraria, oltre che artigiani, muratori ed operai. La nostra forza lavoro, ha costituito la premessa per la crescita economica di grandi paesi quali gli Stati Uniti, l’Australia, l’Argentina, il Brasile, l’America Latina in genere.
La memoria, il ricordo dei suoi "figli" immigrati in Brasile ed in particolare a Manaus, a distanza di oltre un secolo, è ancora vivo e presente più che mai nella comunità castelluccese.
Quasi tutti hanno un bisnonno, un nonno o un parente che è partito a "fare l'America".
Molti conservano ancora corrispondenze epistolari, foto, documenti.
Di contro i "suoi figli" immigrati sono orgogliosi di essere lucani, di essere castelluccesi e di aver contribuito con il loro lavoro, il loro ingegno e le loro capacità alla crescita economica, sociale ed allo sviluppo delle città.
Da lucani si sono distinti nei più svariati settori, dall'edilizia (vedi a tal proposito, Vincenzo Scirchio, braccio destro del costruttore calabrese Jannuzzi di Fuscaldo che a Manaus realizzò diversi edifici pubblici di grande importanza, fra i quali un ospedale) al commercio (vedi Josè P. Vulcani che a Manaus aprì "l'Old England", negozio di stoffe e di indumenti alla moda) per finire alla piccola e media industria.
Inoltre, il dono dell'orologio da torre campanaria da parte degli immigrati castelluccesi denota oltre ad una certa agiatezza, soprattutto la ferma volontà di non dimenticare le proprie radici e di rafforzare il rapporto con la loro terra di origine.Gli immigrati italiani giunti nel nord e nel nord - est del Brasile provenivano quasi sempre dalle province di Salerno, Potenza e Cosenza. Sul versante lucano del Pollino e in tutto il circondario di Lagonegro, i comuni cominciarono poco dopo il 1871 a spopolarsi in maniera ancor più accentuata rispetto al versante calabrese: i Comuni spopolati erano ventiquattro e spiccavano tra gli altri i due Castelluccio (Superiore e Inferiore), che persero in tutto 777 abitanti, pari al 12,1% dei residenti.
Erano per lo più artigiani, commercianti e contadini indipendenti che formavano catene migratorie spontanee con la speranza ed il progetto di "fare l'America" attraverso i commerci, l'artigianato e la piccola industria.
Una catena migratoria importante ha avuto come meta il nord del Brasile ed in particolare la città di Manaus. Varie testimonianze ci dicono che agli inizi del Novecento vivono in città tra i 1.500 e i 2.000 immigrati italiani, 2/3 dei quali sono manovali, facchini e lustrascarpe, 1/3 è costituito da piccoli industriali, piccoli commercianti e impiegati di commercio. Molti si arricchiscono, ma gli stessi facchini e lustrascarpe guadagnano 15-20 lire al giorno. E' interessante osservare che la moda europea circoli a Manaus grazie principalmente all'iniziativa di commercianti italiani: la camiceria Old England è proprietà di Josè P. Vulcani immigrato a Manaus da Castelluccio Inferiore.
La provenienza degli immigrati italiani è ancora una volta principalmente lucana e nella comunità emerge per numerosità una catena migratoria giunta da Castelluccio Inferiore che di fatto ne rappresenta il nucleo più consistente. L'iniziatore fu probabilmente il castelluccese Vincenzo Scirchio, braccio destro del costruttore calabrese Antonio Jannuzzi, di Fuscaldo, col quale egli giunse a Manaus da Rio de Janeiro, nel 1899, assieme a 400 operai, per costruirvi un grande ospedale.
Diversi immigrati castelluccesi, negli anni Trenta, gestivano laboratori di orologeria e oreficeria; altri avevano avviato marmerie, lattonerie e calzolerie.
Castelluccio Inferiore è un paese lucano del Pollino dove ancora oggi la strada principale è conosciuta come "la via dei brasiliani", avendovi gli emigrati di ritorno costruito le loro case, ornate da pregevoli portali in pietra. Nel municipio si conserva la targa dedicatoria con le campane e la parte meccanica del grande orologio che i castelluccesi di Manaus inviarono in dono nel 1910 per il campanile della Chiesa Madre di San Nicola di Mira.Le nostre "Memorie migranti", nel tempo, sono state tramandate sia grazie al racconto orale ed alla lettura della corrispondenza epistolare, sia grazie alla Relazione "L'Emigrazione in Basilicata" redatta nel 1904 dal Cav. Ausonio Franzoni e commissionata dal Presidente del Consiglio dei Ministri dell'epoca, Cav. Giuseppe Zanardelli.
Nell'ultimo decennio, invece, sull'argomento si trovano studi e pubblicazioni, libri, riviste e tesi di laurea a cura, tra gli altri, di Vittorio Cappelli, Silvia Aquino, nonché un libro, "Italianos em Manaus" (Gli italiani a Manaus) di Luiz Geraldo Demasi che in copertina presenta la torre campanaria con l'orologio del nostro comune. Altra fonte fondamentale è l'ASEI, Archivio Storico dell'Emigrazione Italiana.
La creazione della Mostra “Memoria e Migrazioni” con l’intento di raccontare la storia dell’emigrazione, con particolare riferimento al Brasile, che merita di essere ricordata e posta all'attenzione delle nuove generazioni, recuperando quei viaggi della speranza attraverso un percorso di foto, di manifesti, locandine, vignette, riviste, lettere, biglietti, decreti, leggi, documenti che sistemati in apposite teche espositive, testimoniano e ripercorrono più di cento anni di emigrazione.
Museo della Cultura Contadina