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Fonte: Regione Basilicata / Regione Basilicata – Patrimonio Cultura Basilicata
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Feste popolari

LA NOTTE DEI PALAZZI BIANCHI E IL VIAGGIO DI MATILDE SERAO

Calvera sorge a 630 m s.l.m. nella zona meridionale della provincia di Potenza e confina con i Comuni di Teana, Carbone, Castronuovo Sant' Andrea ed altri.Il progetto mira a mettere a sistema e a raccontare i Palazzi storici del centro storico, la maggior parte ben conservati e vissuti dai discendenti di quelle famiglie che tra il 1700 e il 1800 erano ricchi proprietari terrieri dell'area. Nei Palazzi sono presenti fotografie e documenti che attestano la vita del paese, importantissimo borgo agricolo dell'area sud della Basilicata, e che conservano le testimonianze dell’arrivo a Calvera della grande scrittrice giornalista Matilde Serao. Necessita recuperare oggetti e testimonianze storiche affinché il bene immateriale possa essere conservato e divulgato in maniera strutturale e possa rappresentare un motivo di rilancio del Borgo.
Il progetto mira a raccogliere le fonti, la memoria storica del luogo, e a sviluppare vari tematismi: la storia del Borgo agricolo in cui vivevano, a metà Ottocento, circa duecento aziende agricole su una popolazione che superava di poco i mille abitanti; la bontà dei suoi prodotti tipici quali il grano carosella, tipico grano da seminare in montagna, il tartufo bianco e il tartufo nero; l'arrivo di Matilde Serao a Calvera nel 1912 e la sua relazione con Giuseppe Natale. La scrittrice di prestigio, fra le più prolifiche della letteratura italiana, con oltre settanta opere al suo attivo, la prima donna italiana che riesce a fondare e dirigere un giornale, che nel 1912 arriva a Calvera. È appena morto il marito Edoardo Scarfoglio, giornalista fine e si è appena unita con Giuseppe Natale, avvocato e giornalista originario di San Chirico Raparo eletto nella Provincia di Potenza, che alterna il lavoro di giornalista a Roma con quello di rappresentante delle istituzioni in Basilicata.Arrivano entrambi a Calvera dove soggiornano lungamente. Più volte sono stati fotografati nel piccolo Borgo lucano. In un articolo pubblicato su Il Giorno descrive in maniera affascinante Calvera. Le vicende della Serao, la travagliatastoria d'amore con Edoardo Scarfoglio, fondatore de Il Corriere di Roma, la sua opera letteraria, saranno narrate e sviluppate parallelamente alla storia di Calvera che, in una carta greca del 1053, è identificato come Kalauras, che significa bell'aria.
L’evento mira a raccontare l'origine del paese intorno al IX-X secolo, al tempo dell'arrivo dei monaci greci, quando sorsero numerosi monasteri basiliani anche nelle contrade più interne del massiccio del Pollino. Alla fine del X secolo Calvera dovette godere di una relativa prosperità economica, favorita dall'enorme lavoro di dissodamento dovuto ai monaci basiliani della zona: in essi le popolazioni rurali trovarono preziosi insegnamenti relativi a moderne tecniche agricole. Le vicende di Calvera sono legate anche al Monastero di Carbone, ai Sanseverino e ai Donnaperna, al Risorgimento e al brigantaggio, alla nascita della borghesia locale e alle vicende religiose. Queste tematiche saranno sviluppate in un evento che vuole attrarre i turisti che frequentano il Parco Nazionale del Pollino. Un turismo che, attraverso il teatro, il cinema e la musica, l'architettura, i prodotti naturali, voglia riscoprire un fatto storico importante guidato dalle parole di una delle più importanti scrittrici giornaliste dell'Ottocento. E allora a Calvera è necessario salvare un bene immateriale, mettendolo in rete con altri Comuni della Basilicata.
I personaggi che il progetto mira a recuperare sono Matilde Serao e Giuseppe Natale. Il secondo, oltre ad essere un importante giornalista italiano è un rappresentante della Provincia di Potenza.
Sarà la stessa Matilde Serao che, probabilmente sotto l'influenza del compagno Giuseppe Natale e delle sue battaglie politiche in Basilicata, scrivere uno dei momenti più commoventi sulla vita del Sud dell’'Italia confluito in uno dei più bei racconti della Serao dal titolo “il ventre di Napoli” e che qui vogliamo riportare: : “Quando una popolana napoletana non ha figli essa non si addolora della sua sterilità, non fa una cura mirabile per guarirne, non alleva un cagnolino o una gattina come le sposette della borghesia. Una mattina di domenica ella, si avvia, all’'Annunziata, dove sono riunite le trovatelle, e fra le bimbe e i bimbi, ella ne sceglie uno e porta con sé, trionfante, la piccola figlia della Madonna. Questa creaturina, non sua, ella l'ama come se l'avesse messa al mondo; ella soffre di vederla soffrire, come se fossero viscere sue; nella piccola umanità infantile napoletana, i più battuti sono certamente i figli legittimi; di battere una figlia di Maria, ognuno ha un certo ritegno; una certa pietà gentilissima fa esclamare alla madre adottiva: “Puverella, non aggio core de la vattere, è figlia della Madonna”
La storia dell' arrivo a Calvera della Serao, la sua permanenza, i suoiracconti e i suoi articoli di giornale, le battaglie politiche lucane di Giuseppe Natale , la storia di Calvera dei suoi contadini, dei nobili e notabili e dei loro Palazzi Bianchi , lo straordinario patrimonio naturalistico, i suoi prodotti tipici tra i quali spiccano il tartufo e il grano carosella, il racconto della grande tradizione musicale fatta soprattutto di strumenti pastorali quali la zampogna e la surdulina, questi tematismi oggi hanno bisogno di un'organizzazione strutturale e di una capacità di “gestione” moderna del bene immateriale. Servono strategie di comunicazione e capacità professionali notevoli. Il Comune ha pensato, in tal senso, già in passato, di interagire con il Centro Mediterraneo delle Arti, compagnia teatrale riconosciuta e finanziata dal Ministero dei Beni e delle Attività.
La modalità di gestione, che il Comune affiderà al Centro Mediterraneo delle Arti o altre associazioni similari, sarà diviso in più fasi così sintetizzabili.
1) La prima fase riguarderà lo studio dell'origine storica di Calvera, delle sue vicende storiche e culturali, e l’analisi relativa alla vita e all'opera di Matilde Serao e del suo viaggio a Calvera documentato innanzitutto da un articolo scritto dalla stessa Serao e pubblicato su ll Giorno.
2) La seconda fase sarà caratterizzata dall'individuazione e dal coinvolgimento di soggetti che possano riuscire a realizzare il progetto fino all'evento finale e alla sua divulgazione. Il ruolo centrale sia nella fase di studio che nella fase di allestimento e produzione dell'evento sarà ricoperto dal Centro Mediterraneo delle Arti (o altre associazioni similari), compagnia riconosciuta e finanziata dal Ministero dei Beni Culturali che ha portato a compimento iniziative simili su tutto il territorio nazionale e, nel contempo, ha realizzato un evento sui temi descritti nelle estati 2015 e 2016.
3) La terza fase riguarderà l'allestimento vero e proprio dell'evento che vedrà la partecipazione di attori professionisti e non. L' arrivo e la permanenza della grande scrittrice a Calvera e la storia del paese e della sua comunità sarà narrato da tutta la comunità e soprattutto dai giovani del luogo.
4) La quarta ed ultima fase sarà caratterizzata dall'evento vero e proprio e dalla sua divulgazione.

Osservazioni
Per stimolare la partecipazione della comunit? alla preparazione dell�'evento saranno attivati una serie di lavoratori di Comunit? sul codice del teatro, della musica, della letteratura. Nel contempo saranno coinvolte le Scuole del Serrapotamo, della Val Sarmento, del Senisese e del Metapontino. Saranno coinvolte inoltre le redazioni del Mattino di Napoli, de Il giorno e delle testate giornalistiche regionali. Saranno coinvolte inoltre l' Universit? di Basilicata e l' Universit? di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Potenza e la Biblioteca Provinciale di Potenza.
Calvera (Potenza), Italia
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