Feste popolari
La Candelora
La festa della purificazione di Maria, detta popolarmente candelora, nel Trecento “era celebrata con grande solennità e devozione. Pertanto ai vespri della vigilia 3 cantori in abito corale cantavano l’antifona ‘O admirabile’ e quelle successive, come nell’Ottava della Natività del Signore. […] Al mattutino si cantavano l’invitatorio, i responsori, le antifone e i versetti […]. Inoltre s’incensavano gli altari.
A Terza, suonati tutti i segni, i cantori in abito corale intonavano la ‘Salve regina’, al canto della quale, seguendo i 3 accoliti che portavano due ceri e la croce, si svolgeva la processione verso San Giovanni. Ad essa partecipavano tutti i cappellani astesi e due dei ‘fratres’ della chiesa di San Secondo del mercato. Concluda l’antifona, veniva cantata Terza, al termine della quale il vescovo o la dignità a lui immediatamente inferiore per tre volte cantava ‘Deus in adiuditorium’ e il coro rispondeva ‘Domine ad adiuvandum’ […]. Quindi le candele venivano benedette, recitando le orazioni che sono nel libro, e successivamente accese al canto dell’antifona ‘Lumen ad revelationem’, che era ripetuta dopo ciascun versetto del salmo ‘Nunc dimittis’. Quindi si faceva ritorno alla chiesa maggiore, cantando le antifone ‘Ave Maria’, ‘Adorna halamum’ e ‘In naçareth’. Nel frattempo coloro che dovevano celebrare la messa rivestivano i loro paramenti” (Gai, 2009, p. 261).