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Fonte: Granai della Memoria / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Archivi storici
Archivio:
Rivalta di Torino
Autori:
Gino Gallo, Massimo Chiappone, Massimo Chiappone

Giulio Pedrani

Giulio Pedrani, classe 1926, è stato uno dei principali artefici del recupero di questa importante opera d’arte. La cappella dei S.S. Vittore e Corona è menzionata per la prima volta nel 1047. Nel corso del XII secolo appartenne a S. Giusto di Susa. Dal XIII secolo venne a far parte dei possedimenti del Monastero di Rivalta, al quale fu sottoposta fino alla sua soppressione, avvenuta alla fine del XVIII secolo.Nel 1833 fu destinata a lazzaretto in seguito ad una epidemia di colera e le pareti interne ricoperte da un intonaco colorato. Il ciclo dei preziosi affreschi quattrocenteschi che decorano la navata, sono testimonianza del culto dei Santi Vittore e Corona, diffuso soprattutto nel Monferrato e attestato a Rivalta anche dagli Statuti del 1247 è disposto su due registri, di cui si conservano quattordici riquadri, che si inseriscono nel contesto pittorico di scuola jaqueriana.Giulio racconta anche la storia di Vittore e del probabile “scambio dei santi”, della Madonna che “spruzza” il latte al Bambino che lo rifiuta, delle difficoltà e dell’impegno decennale, della dedizione e  passione spese per reperire i fondi per i restauri e degli interventi che sarebbero ancora necessari a preservare e valorizzare l’importante patrimonio artistico rivaltese.  

Rivalta di Torino (TO), IT
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