Feste popolari
Giostra e Palio del Barbarossa
La manifestazione, organizzata per la prima volta nel 2001 e durata per alcuni anni, si ispira a vicende, in parte storiche e in parte leggendarie, relative all’anno 1774, quando Alessandria venne assediata dalle truppe del Barbarossa, senza essere espugnata. La rievocazione inizia nel pomeriggio del sabato, quando in piazza della Libertà convergono i cortei storici rappresentativi delle comunità cui si deve la fondazione della città: Rovereto, Bergoglio (poi distrutta per far sorgere la cosiddetta Cittadella di Alessandria), Villa del Foro, Castellazzo Bormida (ossia l’antica Gamondium), Marengo, Quargnento, Oviglio e Solero. Si forma quindi un lungo corteo, aperto dal carroccio del Comune, che sfila in piazza della Libertà e percorrendo via San Giacomo della Vittoria, piazza Marconi e via Lanza raggiunge i giardini dell’ex ospedale militare, trasformato in un borgo medievale, dove vengono proposti momenti di vita medievale: bancarelle, botteghe di antichi mestieri (fabbro, falegname, conciatore di pelli, amanuense), musiche e danze, attrazioni e giochi, esibizioni di cavalieri, maestri d’arme e sbandieratori. Il giorno seguente alle ore 15 da piazza Ceriana parte il corteo diretto al quartiere Cristo, nell’area attorno al Forte Acqui, dove si svolgono le varie fasi della giostra e del palio, intervallate da esibizioni di gruppi storici. I cavalieri delle otto comunità si fronteggiano in numerose sfide, la prima delle quali consiste nella corsa con i cavalli montati a pelo (senza sella) e quindi. I fantini che conquistano i primi due posti in classifica possono partecipare alla corsa finale. Tutti gli altri, invece, devono attendere l’esito della giostra, dove altri cavalli e cavalieri sono chiamati a rappresentare i borghi in gara. La somma dei punteggi conseguiti in queste due specialità rivelerà i primi due borghi classificati, che si affronteranno nella sfida finale. La giostra è costituita dai classici giochi equestri medioevali: il saraceno, gli anelli e il lancio dei giavellotti.