Feste popolari
Festa patronale dell'Assunta
Nella frazione Olmo la festa patronale “era puramente religiosa e si teneva il 2 febbraio, giorno della Madonna Candelora. In seguito, circa centocinquanta anni fa [circa 1830], quando Sebastiano Arruffo, il nonno del quasi novantenne ‘Cianu’, acquisto a Mondovì una grande statua dell’Assunta, che fu posta nella locale chiesetta, la festa della borgata venne trasferita al 15 di agosto. Alla valorizzazione della festa patronale dell’Olmo, anche sotto l’aspetto profano, concorse in buona misura il cav. Prato, prima consigliere, poi assessore e quindi a lungo sindaco del nostro paese. Si ricordano i festeggiamenti del 1907, quando furono rettori i fratelli ‘Cianu’ e Giuseppe Arruffo, Per la messa grande intervenne anche la banda musicale del maestro Cecconello e poi vi fu un grande pranzo a casa di ‘Cianu’ […]. Al pomeriggio, dopo il vespro, si ebbe il passaggio del carro (‘cher’), con la tradizionale messa all’incanto del cappello di feltro; i partecipanti al concorso salivano di volta in volta sul carro (sul quale era stata sistemata anche una botte, contenente quattro brente di vino) e facevano la loro offerta, che quella volta toccò il ‘summit’ di dieci lire, a favore della chiesa. Ai Bordini, intanto, era stata allestita l’area per il ballo pubblico, che non era ancora a palchetto; il terreno coperto da un tendone e circondato da corde, era stato ben spianato e di tanto in tanto veniva annaffiato in attesa che i ballerini scendessero in campo. Si ballava nel tardo pomeriggio e poi a sera, per lo più ‘a bièt’; sborsando 50 centesimi, si riceveva una dozzina di biglietti, buoni per altrettante ‘curente’; ma chi voleva, versando una lira e venti (le giovinette 0,20), aveva la possibilità di ballare in continuazione per tutta la serata. Tra le feste borghigiane, quella dell’Olmo fu a suo tempo (con quella di Ferinere) una delle più popolari per motivi di attrazione e concorso di folla; vi si svolgevano anche gare di pallone elastico, oltre che di bocce e oltre ai consueti divertimenti per ragazzi con albero della cuccagna, rottura delle pignatte, ecc.; Erano pure presenti il torronaio, il venditore di bibite, gazzose e ghiacciate nonché la grossa ‘Michina, cole che a Castagnole introdusse l’uso dei gelati. Dopo la prima guerra mondiale cessò all’Olmo come in genere anche altrove, la caratteristica ‘cursa del cher’, con il cappello, il foulard o il velo messi all’incanto” (Gianuzzi, 1977, pp. 445-446).