Questo sito utilizza cookie tecnici per il tracciamento anonimo degli accessi. Utilizzando i servizi di questo sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni
Torna alla ricerca

Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
Categorie
Feste popolari

Festa di sant'Isidoro

Momenti salienti della festa patronale di sant’Isidoro sono l’incanto del cappello e l’esibizione degli strambottisti, un’antica tradizione che si ripete ogni anno, secondo un preciso rituale, la prima domenica di settembre. Il primo atto è la benedizione del carro, che avviene ad anni alterni davanti alla chiesa di san Martino e alla chiesa di san Pietro; questo dopo l’unificazione delle due parrocchie, mentre in passato avveniva sempre davanti a san Martino, in quanto la cappella di sant'Isidoro era una dipendenza di quella parrocchia. Sul carro prendono posto il rettore del paese e quello delle cascine, nominati l’anno precedente. Il primo, oltre a doversi occupare dell’organizzazione generale della festa, ha il compito di procurarsi le 'carità' (pane benedetto), la corda e il cappello. Spetta invece al rettore delle cascine di provvedere (un tempo di allevare) i buoi. Dopo la benedizione, si forma un corteo aperto dalla filarmonica villanovese, cui seguono il gruppo delle 'cantoire', il carro, le autorità e il popolo; percorre via Roma e viale sant'Isidoro, raggiungendo la cappella, per al celebrazione eucaristica. Il rettore del paese consegna ai rettori degli anni precedenti e quelli del prossimo anno, ai membri della Compagnia di sant'Isidoro e alle autorità le 'carità'. Al termine della funzione il carro viene portato sul sagrato della chiesa per l’incanto del cappello e gli strambotti ('stranot'), versi satirici in rime baciate o alternate, rivolti un tempo all’amministrazione comunale e recitati in piemontese, mentre oggi toccano anche temi politici e d’attualità.

Il rettore chiede al vincitore del cappello dell’anno precedente di salire sul carro per declamare il proprio strambotto. Segue l’incanto del cappello con la prima offerta, l’invito a chi l'ha lanciata a salire sul carro con la frase rituale 'en sal cher', la declamazione dello strambotto, la richiesta di una nuova offerta con la frase 'forsa fijoi chi vol munté ‘l capel a lè a …..'. Gli strambotti sono intervallati da esibizioni della filarmonica. Alla fine della gara chi si aggiudica definitivamente il cappello è incoronato del cappello stesso e della fascia tricolore. Seguono la tradizionale corsa del carro trainato da una coppia di maestosi buoi, il rinfresco presso il palazzo comunale e il pranzo offerto dal rettore delle cascine. Un'appendice della festa si ha il lunedì con la celebrazione di una messa nella cappella di sant'Isidoro e il pranzo offerto dal rettore del paese.

(AT), Italia
Geolocalizzazione: