Feste popolari
Festa di san Sebastiano
La festa in onore di san Sebastiano, le cui origini risalgono almeno a metà Settecento, è incentrata sulla tradizionale processione in cui viene portato la “puento” (punta), a forma di fuso, alta circa due metri, costituita da un'intelaiatura in ferro foderata di nastri colorati, con alla base due sbarre incrociate, usate come impugnature; al centro è raffigurato lo stemma di Chiomonte e un nastro bianco, posto di traverso reca la scritta "W san Bastian". La “puento” un tempo veniva donata da una delle famiglie di Chiomonte e distrutta ogni anno; oggi viene conservata nel municipio della cittadina.
Secondo la tradizione la “puento” potrebbe essere un simulacro dell’albero a cui venne legato San Sebastiano per subire il martirio, ma probabilmente vuole anche rappresentare un simbolo di fertilità. La festa ha inizio alle ore 10 davanti nella chiesa parrocchiale dell'Assunta, al cui interno si trova una cappella dedicata a San Sebastiano. Dopo la celebrazione della messa e la benedizione della "puento", all'uscita dalla chiesa, quattro priori fanno ballare il simulacro sulla piazza, al suono della banda musicale degli Alpini, mentre le priore e i bambini vestiti da angeli (con abiti bianchi o azzurri e sulla schiena due ali di cartone bianco), tenendosi per mano, ballano in cerchio o mescolandosi tra la folla. Quindi le priore e angeli passano tra la gente distribuendo pezzi di pane benedetto, un'usanza che vuole ricordare la carità fatta ai poveri, ed è considerato di buon auspicio mangiarlo subito. Dopo il pranzo, un tempo nelle famiglie e oggi in un ritrorante del paese, la festa prosegue nel pomeriggio con la processione lungo le vie del paese, Durante il corteo i quattro priori fanno ballare la “puento", facendola saltare e ondeggiare a tempo di musica; alla fine di ogni brano musicale i priori gridano "W San Bastian". Un tempo i priori erano tutti della stessa leva, mentre oggi, per consentire una più larga partecipazione, possono prendere parte alla processione giovani di età compresa tra i 16 e i 23 anni, purché non sposati. La processione è accompagnata dalle sette priore, anch'esse coscritte, che indossano il tipico costume occitano della valle, costituito da un abito nero lungo, con uno scialle colorato in seta ricamata e lunghe frange, accompagnato da una cuffia, in tulle ricamato e pizzo valencienne, e un collarino in velluto nero cui è annodata una croce savoiarda in oro. Presenti anche i sette bambini e bambine vestiti da angeli, che la tradizione vuole abbiano accompagnato in Paradiso l'anima del santo dopo il martirio.
Il corteo fa una tappa presso la casa di ogni priora, che offre un rinfresco a base di torcetti, "gateau" (dolce tipico di Chiomonte) e vino Avanà.