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Fonte: Atlante delle Feste Popolari del Piemonte / Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – UniSG
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Feste popolari

Festa della Madonna Addolorata

Dalle ricerche di Patrizia Giudice inerenti a questa festa possiamo apprendere che, fino a più di vent'anni fa, questa festa della Madonna Addolorata di Serre si svolgeva la terza domenica di settembre ed era caratterizzata dalla processione che partiva dalla parrocchia della borgata e, compiendo tutto il giro della campagna, si concludeva davanti alla Cappella. Veniva portata la Croce ed i partecipanti indossavano per la maggior parte i costumi: sfilavano le donne con i camici color nocciola, le figlie di Maria vestite di bianco con il cinturone blu e appesa al collo una medaglia col nastro dello stesso colore del cinturone, le Salesiane con un velo nero sul capo, e infine gli uomini della Confraternita che indossavano il camice bianco. Il resto dei partecipanti era costituito da altri abitanti di Serre o delle borgate vicine che, solitamente, prendevano parte numerosi alla festa. Dopo la Messa e l'incanto si consumava un frugale pranzo al sacco per dare subito inizio alle danze spontanee che protraevano fino al tardo pomeriggio. Lo spopolamento della vallata, in seguito alla emigrazione in Francia o in altre città come Torino e Saluzzo alla ricerca di un lavoro, ha via via portato a otto il numero degli abitanti di Serre durante l'anno e quindi ad un'inevitabile esigua presenza anche alla festa; essa è stata così spostata poco più di vent'anni fa nel mese di agosto, in data da concordare ogni volta con il parroco, in modo da permettere agli emigrati e ai villeggianti di parteciparvi. La festa non ha quindi mai subito interruzioni e negli ultimi anni è stata arricchita da ulteriori momenti di aggregazione come la lotteria, la polentata e i giochi pomeridiani. La festa ha inizio già la sera precedente con il rito antico dell'accensione del falò e lo sparo di qualche fuoco d'artificio. La serata, che comunque si svolge in un clima più famigliare dato che vi partecipano soltanto gli abitanti del luogo, offre oltre al falò, cena con carne alla brace e qualche danza improvvisata da condividere tutti insieme. Il mattino seguente, dopo aver percorso a piedi il sentiero che dalla borgata conduce alla Cappella, alle ore 10,30, si partecipa alla Messa officiata dal parroco, a cui segue nel piccolo porticato coperto della Cappella l'incanto. Dopo si svolge la lotteria, i cui biglietti vengono venduti da alcuni ragazzi prima della Messa. Nel frattempo i figli dei massari, aiutati dalle loro famiglie, preparano polenta e salsiccia per tutti i partecipanti. Questi ultimi al termine della lotteria si distribuiscono a gruppetti nel prato dietro la Cappella, dal quale è possibile godersi la visita dell'intera vallata. Dopo pranzo alcune persone cominciano ad intonare qualche canto, mentre i figli dei massari aprono le iscrizioni ai giochi che sono per lo più rivolti ai bambini. Hanno poi inizio le danze tradizionali ballate soprattutto dagli anziani del posto o dagli emigrati. La festa si conclude verso il tardo pomeriggio con il rientro dei gruppi familiari alle loro case (Giudice, 1989, pp. 141-145).

SAMPEYRE (CN), Italia
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