Feste popolari
Festa della Confraternita
Il 13 agosto con la celebrazione della Messa nella chiesa della Confraternita si vuole festeggiare il giorno dell'Assunta, poiché la Confraternita del Gonfalone di Sampeyre è stata eretta sotto il titolo dell'Assunta Vergine Santissima. La celebrazione si svolge due giorni prima della festa dell'Assunta per evitare il coincidere con la Messa officiata nella Chiesa parrocchiale. Gli attori principali della festa sono i massari, o a volte anche i priori. Per i preparativi si interessano i massari i quali, i giorni precedenti il 13 agosto, dedicano più ore della loro giornata per sistemare la Cappella, un impegno che essi portano avanti durante tutto il corso dell'anno e intensificano nel momento in cui si avvicina qualche ricorrenza da festeggiare. Un altro impegno per i massari è quello di preparare un volantino, che annunci la data della festa della Confraternita, da appendere alla vetrina dei negozi almeno dieci giorni prima. Questo permette a chi lo desidera di portare in Chiesa qualche oggetto in offerta per l'incanto o per la lotteria. Il più delle volte però i massari preferiscono non lasciare tutto alla spontaneità delle persone e quindi mandano uno o due ragazzini a chiedere un contributo presso quelle famiglie o quei negozianti che già si pensa possano sentirsi coinvolti. Solitamente l'adesione a questa richiesta è buona soprattutto da parte degli abitanti del posto, per alcuni dei quali è l'unico modo di partecipare alla festa, poiché essa si svolge in un giorno lavorativo. E' maggiore, invece, la presenza degli emigranti per i quali si tratta solo di impegnare in maniera diversa una giornata di ferie. Per alcuni di essi è comunque molto forte il legame a questa festa che solo da pochi anni è stata ripresa e che permette loro di rivivere alcune tradizioni locali. Alcuni ragazzi il mattino del 13 agosto preparano il tavolino fuori della chiesa e vendono i biglietti alle persone che cominciano ad arrivare per assistere alla celebrazione della Messa, che ha inizio intorno alle ore 10 (Giudice, 1989, pp. 162-165).