Feste popolari
Festa dell'uva
Dal 1930 al 1940, secondo le disposizioni del Governo (che mirava a incrementare il consumo di uva da tavola, anche per compensare le limitazioni nella vendita dello zucchero), nel mese di settembre, nella data fissata dal Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa, veniva organizzata la Festa dell’Uva.
Il programma comprendeva le due iniziative ritenute indispensabili dal Comitato centrale organizzatore, con sede presso il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste: una gara per le migliori offerte in vendita di cestini e sacchetti di uva in tutti i negozi di generi alimentati e un corteo folkloristico con carri rustici vendemmiali, la cui organizzazione competeva all’Opera Nazionale Dopolavoro.
Ogni anno venivano allestiti due carri, ognuno trainato da due coppie di buoi. Sul primo carro venivano collocate botti e oggetti di cantina, sul secondo veniva invece riprodotto l’ambiente della vigna con tralci di vite.
I due carri, su cui salivano alcune ragazze in costume contadino, percorrevano corso Vittorio Emanuele II (l’attuale corso Pinin Giachino), piazza Cavour e un tratto di via Roma.