Feste popolari
Festa dell'Epifania
I giorni precedenti la festa dell'Epifania alcuni giovani del paese scrivevano un testo satirico in cui si elencavano le particolarità e soprattutto quelli che venivano considerati i difetti delle persone o delle famiglie più influenti del paese. La sera prima dell'Epifania invece ci si riuniva per formare delle coppie che dovevano essere il più "mal assortite" possibile, e quindi buffe, accoppiate in modo molto ironico e scherzoso: una donna molto alta con un uomo basso, una donna chiacchierona con un uomo taciturno o timido, il becchino con la ragazza più bella del paese e così via. La mattina del 6 gennaio, prima della Messa delle 11, la "macchietta" del paese, leggeva il Papasal (un testo canzonatorio sugli abitanti del paese). Lo stesso giorno sulla piazza del paese, all'uscita della chiesa, venivano disposti attrezzi quali: pala, picozza, scope, zappa e si procedeva alla lettura dei nomi delle coppie, si sorteggiava e in base all'ordine di estrazione ad ogni coppia veniva assegnato un compito ben preciso (a volte surreale) da svolgere durante l'anno in corso. La prima coppia estratta, i "custodi del cimitero", doveva controllare che i morti non scappassero e se questo avveniva li dovevano rincorrere e seppellire; la seconda coppia, i "guardiani della Madonna del Colletto", dovevano controllare che i giovani di Valdieri non venissero a Festiona per corteggiare le ragazze (gli abitanti di Valdieri e Festiona sono sempre stati antagonisti); la terza coppia, gli "spazzini del cielo", ripulivano con le scope il cielo dalle nuvole per evitare il temporale; la quarta coppia, i "guardiani del fiume Stura", avevano il compito di sorvegliare che il fiume non straripasse. Ancora attualmente nella parlata di Festiona esiste la parola 'Papasal' ("sei soltanto un papasal") per definire una persona stramba, senza sale in testa e un po' mattacchiona (cfr. Nicoletti, Guerrini, 2004-2005, pp. 16-17).